Xamax
1
Lugano
0
2. tempo
(1-0)
Young Boys
1
Lucerna
0
2. tempo
(0-0)
Berna
1
Friborgo
1
pausa
(1-1)
Davos
0
Losanna
0
pausa
(0-0)
Lakers
3
Ginevra
0
pausa
(3-0)
Lugano
1
Zurigo
0
pausa
(1-0)
Zugo
3
Langnau
0
pausa
(3-0)
Langenthal
2
Visp
3
fine
(0-1 : 1-1 : 1-1)
Olten
10
Zugo Academy
5
fine
(3-2 : 4-1 : 3-2)
Sierre
7
Winterthur
2
fine
(2-0 : 3-2 : 2-0)
Ajoie
0
Kloten
1
pausa
(0-1)
Xamax
SUPER LEAGUE
1 - 0
2. tempo
1-0
Lugano
1-0
1-0 NUZZOLO RAPHAEL
3'
 
 
 
 
12'
COVILO MIROSLAV
MVENG FREDDY
23'
 
 
 
 
39'
ARATORE MARCO
 
 
45'
KECSKES AKOS
 
 
59'
KARLEN GAETAN
65'
 
 
3' 1-0 NUZZOLO RAPHAEL
COVILO MIROSLAV 12'
23' MVENG FREDDY
ARATORE MARCO 39'
KECSKES AKOS 45'
59'
65' KARLEN GAETAN
The goal at 58th minute for FC LUGANO was cancelled on VAR rule.
Venue: Stade de la Maladiere.
Turf: Natural.
Capacity: 11,997.
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Young Boys
SUPER LEAGUE
1 - 0
2. tempo
0-0
Lucerna
0-0
 
 
2'
EMINI LORIK
 
 
30'
MATOS RYDER
GARCIA ULISSES
34'
 
 
 
 
46'
0-1 SCHURPF PASCAL
AEBISCHER MICHEL
62'
 
 
EMINI LORIK 2'
MATOS RYDER 30'
34' GARCIA ULISSES
SCHURPF PASCAL 0-1 46'
62' AEBISCHER MICHEL
Venue: Stade de Suisse.
Turf: Artificial (Polytan LigaTurf RS Pro CoolPlus) 31,789.
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Berna
LNA
1 - 1
pausa
1-1
Friborgo
1-1
1-0 ARCOBELLO
8'
 
 
 
 
17'
1-1 GUNDERSON
8' 1-0 ARCOBELLO
GUNDERSON 1-1 17'
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Davos
LNA
0 - 0
pausa
0-0
Losanna
0-0
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Lakers
LNA
3 - 0
pausa
3-0
Ginevra
3-0
1-0 CLARK
4'
 
 
2-0 CLARK
9'
 
 
3-0 FORRER
11'
 
 
4' 1-0 CLARK
9' 2-0 CLARK
11' 3-0 FORRER
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Lugano
LNA
1 - 0
pausa
1-0
Zurigo
1-0
1-0 LAMMER
2'
 
 
2' 1-0 LAMMER
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Zugo
LNA
3 - 0
pausa
3-0
Langnau
3-0
1-0 KOVAR
9'
 
 
2-0 SIMION
10'
 
 
3-0 DIAZ
14'
 
 
9' 1-0 KOVAR
10' 2-0 SIMION
14' 3-0 DIAZ
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Langenthal
LNB
2 - 3
fine
0-1
1-1
1-1
Visp
0-1
1-1
1-1
 
 
12'
0-1 VAN GUILDER
1-1 BENIK
29'
 
 
 
 
32'
1-2 ACHERMANN
 
 
41'
1-3 NATER
2-3 KLAY
43'
 
 
VAN GUILDER 0-1 12'
29' 1-1 BENIK
ACHERMANN 1-2 32'
NATER 1-3 41'
43' 2-3 KLAY
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Olten
LNB
10 - 5
fine
3-2
4-1
3-2
Zugo Academy
3-2
4-1
3-2
 
 
2'
0-1 BARBEI
1-1 HAAS
10'
 
 
2-1 HORANSKY
12'
 
 
3-1 RYTZ
16'
 
 
 
 
18'
3-2 STOFFEL
4-2 KNELSEN
25'
 
 
5-2 REXHA
26'
 
 
 
 
27'
5-3 STAMPFLI
6-3 CHIRIAEV
28'
 
 
7-3 HAAS
29'
 
 
 
 
42'
7-4 KRISTENSEN
8-4 NUNN
45'
 
 
 
 
46'
8-5 LUST
9-5 NUNN
48'
 
 
10-5 NUNN
55'
 
 
BARBEI 0-1 2'
10' 1-1 HAAS
12' 2-1 HORANSKY
16' 3-1 RYTZ
STOFFEL 3-2 18'
25' 4-2 KNELSEN
26' 5-2 REXHA
STAMPFLI 5-3 27'
28' 6-3 CHIRIAEV
29' 7-3 HAAS
KRISTENSEN 7-4 42'
45' 8-4 NUNN
LUST 8-5 46'
48' 9-5 NUNN
55' 10-5 NUNN
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Sierre
LNB
7 - 2
fine
2-0
3-2
2-0
Winterthur
2-0
3-2
2-0
1-0 MONTANDON A.
8'
 
 
2-0 ASSELIN
13'
 
 
3-0 FELLAY
23'
 
 
 
 
24'
3-1 BRACE
 
 
25'
3-2 TORQUATO
4-2 RIMANN
33'
 
 
5-2 RIMANN
36'
 
 
6-2 MONTANDON A.
43'
 
 
7-2 RIMANN
54'
 
 
8' 1-0 MONTANDON A.
13' 2-0 ASSELIN
23' 3-0 FELLAY
BRACE 3-1 24'
TORQUATO 3-2 25'
33' 4-2 RIMANN
36' 5-2 RIMANN
43' 6-2 MONTANDON A.
54' 7-2 RIMANN
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Ajoie
LNB
0 - 1
pausa
0-1
Kloten
0-1
 
 
4'
0-1 MARCHON
MARCHON 0-1 4'
Ultimo aggiornamento: 07.12.2019 20:28
Sistemi a confronto (Keystone)
Commento
16.11.2019 - 06:300

Il capitalismo sta bene. Chissà il mondo

Ci sono più cinesi che americani tra il 10% delle persone più ricche del pianeta. L'accumulazione ormai è un obbligo anche in un Paese formalmente comunista

Tra il dieci per cento delle persone più ricche del pianeta si trovano più cinesi che americani. Ce lo dice uno studio del Credito Svizzero.

Nella Repubblica popolare, guidata dal partito unico comunista da settant’anni, nonostante la strabiliante crescita, l’ineguaglianza regna sempre sovrana: l’uno per cento degli abitanti possiede il trenta per cento della ricchezza del Paese. L’80 per cento del valore aggiunto viene dal settore privato, strutturato in maniera capitalista.

Vien voglia di trarre subito qualche conclusione spiccia: tutto il mondo è paese, basta fare soldi; l’accumulazione del capitale è il motore e quindi anche i cinesi han preso il marxismo al rovescio; il capitalismo è in piena salute anche là dove non dovrebbe essere; aveva ragione tale donna di ferro che sentenziava “there is no alternative”, non c’è alternativa.

È vero, un buon sillogismo non vuole le conclusioni più grandi delle premesse. Aggiungiamo allora che negli ultimi anni siamo stati seppelliti da libri, articoli, sentenze di movimenti e partiti sulla scomparsa o il superamento del capitalismo.

Ancora lo scorso mese di settembre uno dei fari del capitalismo, il “Financial Times”, su un’intera pagina titolava: “Capitalism, Time for a Reset” (e tutti capiamo che significa). È rimasto nella memoria un forte e caustico articolo di un’altra bibbia del capitalismo, “The economist”, in cui si invitava a una trasformazione del liberalismo (ritenuto culla del capitalismo), sostenendo una necessaria ridistribuzione della fiscalità dal capitale verso il lavoro, dai pensionati che hanno accumulato grossi patrimoni verso le nuove generazioni, dall’assistenzialismo verso una più mirata azione nei confronti di chi non guadagna abbastanza.

Il liberalismo, insomma, doveva finalmente recitare un “mea culpa” perché, favorendo troppo i redditi da capitale e gli azionisti a detrimento dei salariati, ignorando o arrivando tardi e imbarazzato sui problemi ambientali, ha dato vita al revisionismo antiliberale radicatosi nei populismi o altri movimenti o partiti.

Lascia esterrefatti, e forse non solo gli attenti e non organici studiosi di economia, incappare in un qualificato economista americano, Branko Milanovic, conosciuto per le sue analisi fortemente critiche (v. in italiano i suoi straordinari “Ingiustizia Globale” o “America 2030”), che in una recente pubblicazione (“Capitalism, Alone”, Harvard U.P.) sembra dirci, quasi rassegnato, che il mondo ormai è quello che è. Il capitalismo ha raggiunto una potenza sinora mai raggiunta, sia per ampiezza geografica, divenendo il modo di produzione dominante, anche in Cina, sia per espansione in settori e modi dove ha creato mercati totalmente nuovi (tempo libero, media sociali, dati personali, affitto invece della proprietà), sia perché è riuscito a mercificare cose mai state oggetto di commercio (cure alle persone anziane, ai bambini, agli animali domestici, piatti cucinati serviti a casa, consegne a domicilio ecc.), trasformando semplici beni (valore d’uso) in merci (valore di scambio).

Rimangono due interrogativi inesplorati e più importanti: il capitalismo non è in crisi, ma si può dire che il mondo non è in crisi? C’è o non c’è un rapporto tra le conseguenze dell’uno (ineguaglianze, sfruttamento risorse umane e ambientali) e le realtà dell’altro?

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