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18.06.2019 - 09:550

Lugano, Palazzo civico pare inespugnabile

Elezioni comunali 2020: cinque municipali su sette si ricandideranno. Non hanno ancora deciso il vicesindaco Michele Bertini e Angelo Jelmini

Soleggiato con possibile formazione di cumuli. Nessuna pioggia torrenziale, però. Forse ‘solo’ un piccolo temporale. Sembrerebbero da escludere eventi in grado di mettere in pericolo, o meglio, produrre cambiamenti significativi a Palazzo Civico il prossimo aprile. Tuttavia, come ogni previsione meteo non per domani, anche questa politica va presa con le pinze. Di certo, a Lugano c’è soltanto la ricandidatura annunciata di cinque municipali su sette. Unici a non aver ancora sciolto le riserve sono il vicesindaco liberale Michele Bertini e l’esponente del Ppd Angelo Jelmini. Apparentemente, la Città osserva con distacco la campagna elettorale in vista delle Federali del prossimo autunno. In realtà, oltre ad esserci ben due candidati in corsa per entrare a Palazzo federale (Cristina Zanini Barzaghi e Lorenzo Quadri), i partiti stanno già muovendo le proprie pedine per il rinnovo dei poteri comunali.

Un rinnovo che a Lugano difficilmente sarà possibile e politicamente praticabile, a meno di accadimenti imprevisti, come colpi di scena di grossa portata nei prossimi mesi. La preannunciata lista unica Lega-Udc e la conferma della candidatura di Marco Borradori (per l’ultimo quadriennio) dovrebbero essere in grado di blindare sia il sindacato che la maggioranza relativa in Municipio fino al 2024. Nel 2016, la differenza di voti personali fra il vicesindaco Michele Bertini e il sindaco non era così alta. E i liberali di Lugano, che non nascondono le mire di riconquista, premono. Alla luce dei risultati delle ultime Cantonali, la pressione non manca nemmeno su via Monte Boglia, il cui settimanale pare in campagna elettorale permanente. Se è vero che la Lega dei ticinesi ha perso terreno alle Cantonali, a Lugano la lista in lizza per il Consiglio di Stato ha però fatto man bassa di voti distaccando notevolmente i concorrenti più vicini, ossia il Plr. Diverso è il discorso per i risultati del Gran Consiglio dove i liberali hanno battuto i rivali in città ma questo non basterà: per le Comunali entrano in gioco altri aspetti e argomenti.

Eppure, spunti e temi su cui confrontarsi non mancano di certo in riva al Ceresio. Su tutti, il rilancio dell’aeroporto su cui pende la spada di Damocle del referendum, ammesso (e non concesso) che i crediti che passeranno probabilmente il prossimo autunno vengano approvati sia nel legislativo cittadino che in Gran Consiglio. Un referendum, la cui riuscita appare quasi scontata, per il quale bisognerà convincere tutto il Ticino sulla necessità di salvare e rilanciare lo scalo. Ci sono poi i due grossi progetti su cui la Città lavora da anni. Uno è quello legato al futuro Polo sportivo e degli eventi che comprende il rifacimento dello stadio con le due torri che dovrebbero ospitare una parte dell’amministrazione cittadina a Cornaredo, ma il trasferimento fa discutere e non piace a tutti. L’altro riguarda il centro congressuale al posto del ‘vecchio’ (ma ancora funzionale) padiglione Conza, con ancora i nodi da sciogliere. Stenta a decollare pure il cosiddetto Piano direttore comunale: il concorso non è nemmeno stato indetto, mentre, a titolo di confronto, a Bellinzona si sono già fatti parecchi passi avanti.

Un altro tema che si preannuncia ‘rognoso’ è quello relativo all’occupazione dell’area dell’ex macello: le decisioni istituzionali sono state prese. Toccherà (probabilmente) al prossimo Municipio metterle in pratica ma già ora si prospetta un muro contro muro fra Csoa e autorità che potrebbe complicare non poco l’auspicata soluzione attraverso il dialogo.

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