il pg della Confederazione Michael Lauber
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13.05.2019 - 07:000
Aggiornamento : 09:11

Lauber, la bufera investe inevitabilmente l'intera Procura

A Berna si faccia chiarezza rapidamente sulla posizione del pg e sulle accuse da lui mosse. Per evitare effetti destabilizzanti per l'Mpc in quanto istituzione

La bufera politico-istituzionale abbattutasi su Michael Lauber per gli incontri non verbalizzati avvenuti nell’ambito di procedimenti penali investe indirettamente tutto l’Mpc, il Ministero pubblico della Confederazione. È in ballo la credibilità non solo del capo, il procuratore generale Lauber, ma inevitabilmente dell’intera Procura federale, una delle principali autorità inquirenti della Svizzera. E il caso interessa da vicino anche il nostro cantone, dove si trova una delle sedi distaccate dell’Mpc. Una sede strategicamente importante. Perché il Ticino non è certo al riparo da operazioni di riciclaggio di denaro sporco orchestrate dalle organizzazioni mafiose, che spetta alla Procura federale contrastare. Perché il Ticino confina con un nord Italia in cui si è solidamente radicata la ’ndrangheta, la mafia calabrese. Quella ’ndrangheta che soprattutto al nord usa oggi sistemi raffinati per infiltrarsi, senza spargimento di sangue, nella vita economica e sociale di una comunità: la scoperta qualche anno fa di una ‘locale’ a Frauenfeld, per tornare alla Svizzera, lo dimostra.

L’avvio da parte dell’autorità che vigila sull’Mpc di un’indagine disciplinare su Lauber e l’arringa difensiva di quest’ultimo – tramite conferenza stampa, scelta assai discutibile: chi rappresenta un ufficio giudiziario dovrebbe utilizzare altri canali per manifestare il proprio dissenso – che tra imbarazzanti “non ricordo” parla di “attacco frontale all’indipendenza del Ministero pubblico”, accusa gravissima, rischiano di avere conseguenze devastanti per la Procura federale in quanto istituzione. Sono segnali purtroppo positivi per mafiosi, corruttori e criminali in generale, che alla luce di quanto sta succedendo a Berna potrebbero trovare o pensare di trovare ulteriore terreno fertile in Svizzera. Sono purtroppo estremamente negativi per tutti coloro che confidano in un perseguimento degli illeciti efficace, dunque non dilettantesco e comunque rispettoso delle regole.

E allora per scongiurare effetti destabilizzanti per l’Mpc e per la sua azione, a Berna occorre fare chiarezza rapidamente sulla posizione di Lauber, come sulle accuse da lui mosse. E questo prima del rinnovo, in parlamento, della carica. Rinviandolo se necessario. Ed è anche auspicabile che la politica federale rifletta seriamente sull’odierna organizzazione dell’Mpc, chiamato non solo a eseguire rogatorie ma pure ad aprire inchieste sottoponendone i risultati al vaglio dei giudici in tempi ragionevolmente brevi. Vorremmo sapere fra l’altro a quale logica investigativa risponda la decisione, annunciata nel 2015 da Lauber, di coordinare dalla sede centrale a Berna dell’Mpc i procedimenti sul crimine organizzato.

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