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12.04.2019 - 16:170
Aggiornamento : 20:02

Dadò: 'Signor Caratti, le rispondo...'. 'Troviamoci a pranzo'

Il presidente del Ppd ticinese replica al direttore del quotidiano 'laRegione'

'Signor Caratti, le rispondo...'

Egregio signor Caratti, nell’editoriale dell’altro giorno per l’ennesima volta tenta di articolare qualche pensiero su l’etica in politica con la pretesa di impartire lezione di moralità dall’alto di non si sa bene quale scranno. Giusto riflettere su questi aspetti, purché non lo si faccia à la carte e con faziosità come purtroppo fa spesso lei. Le mie non sono considerazioni al vento ma basate su fatti oggettivi: non starò a farle l’elenco, basta andare a rileggere numerosi suoi articoli degli ultimi dieci anni o, meglio ancora, confrontare l’enfasi e la ripetizione ossessiva di fatti, nomi e circostanze riguardanti il caso Argo con la sobrietà assunta dinanzi ai palesi intrighi del caso eVita – Città dei mestieri, per non parlare della modalità con cui ha trattato l’omertà di certi funzionari e politici che hanno vergognosamente nascosto gli abusi sessuali avvenuti in seno agli uffici del Dss. In quei casi la stampa indipendente che dice di rappresentare non aveva proprio nulla da scovare o di cui indignarsi?

Lei, Direttore, ci dica, ha già sentito parlare di etica e deontologia giornalistica? Perlomeno da giurista dovrebbe conoscere non solo i diritti ma anche i doveri di chi scrive e pretende di essere portatore della verità. Quel voler ripetere fatti, nomi e circostanze in maniera ossessiva in decine di articoli, creando nausea in molti lettori che nel 2018 hanno sentito il bisogno di disdire l’abbonamento al vostro quotidiano, in quale corso di giornalismo lo insegnano? Peggio del vostro giornale è stato in grado di fare solo il cronistapensionato della Rsi richiamato per l’occasione da Falò, che ha tentato di insinuare il dubbio della corruzione dei funzionari affidandosi a prove rivelatesi inconsistenti e false! In questi casi non c’è l’abitudine di scusarsi? Lei dice che non ce l’ha con il Ppd: ce ne rallegriamo, perché in tanti anni, se rileggiamo tutto quanto ha scritto, nessuno di noi e dei nostri predecessori se ne era mai accorto. Si può e si devono riportare i fatti, ci mancherebbe. Nessuna limitazione o bavaglio all’indipendenza della Stampa. Purché si riportino le cose per quel che sono veramente, secondo il principio di proporzionalità e con rispetto per le persone. Stia sereno signor Caratti, il Ppd che tanto godeva nel veder soffrire, è vivo e vegeto e la sua leadership, dopo il chiaro ed inequivocabile giudizio popolare, è più motivata e salda che mai. Adesso che ci lasci finalmente lavorare in pace.

Fiorenzo Dadò, presidente Ppd

 

'Troviamoci, la invito a pranzo'

Caro signor Dadò, gli elettori domenica hanno diviso il riso dalla pula. Segno che dove sta la verità lo hanno capito molto bene. L’inizio dell’era De Rosa (che primavera per il dipartimento!) ci rallegra. Non ho altro da aggiungere. Anzi sì, che Aldo Sofia è uno dei migliori giornalisti che la Rsi ha avuto negli ultimi decenni e che di mie difese d’ufficio non ne ha bisogno. Facciamo una cosa, troviamoci: la invito a pranzo. Sarà l’occasione per portarle gli articoli di un giornale indipendente, che lavora seriamente anche quando le cose scottano. Libero lei, ovviamente, di continuare a pensare ciò che vuole.

Matteo Caratti, direttore laRegione

 

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