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09.03.2019 - 06:200

I playoff da doppi protagonisti

Cinque anni dopo, ci risiamo. Per una decina di giorni almeno il cuore del Ticino dell’hockey torna a battere a doppio ritmo.

Cinque anni dopo, ci risiamo. È passato un lustro esatto da quando il Ticino hockeistico ha vissuto per l’ultima volta da doppio protagonista la volata per il titolo. Anni luce, sportivamente parlando, da quel 2014 in cui Ambrì Piotta e Lugano avevano figurato per l’ultima volta assieme sulla casella di partenza del percorso che porta al titolo (era l’11 marzo 2014). Con destini tutto sommato simili in quell’occasione. I biancoblù, reduci da una stagione regolare dirompente all’inizio ma finita in calando, si erano arresi in quattro partite al Friborgo al primo stadio della corsa al titolo (archiviando così i playoff in una settimana), mentre i bianconeri, quinti al termine della regular season, erano durati una partita in più, soccombendo al Ginevra Servette in 5 sfide (per 9 giorni di playoff: solo un assaggio...).

Cinque anni (e due finali perse sul fronte Lugano), ci risiamo. Per una decina di giorni almeno il cuore del Ticino dell’hockey torna a battere a doppio ritmo. E, stavolta, con un cardiogramma ben diverso rispetto a quello del 2014. In Leventina, a quell’ultimo sussulto, hanno fatto seguito anni grigi, anni in cui prima di tutto la parola d’ordine era ‘salvezza’. Quella stessa salvezza ben fissa davanti a sé come obiettivo con cui la compagine di Cereda è ripartita pure quest’anno, e che ha saputo guadagnarsi e meritarsi a suon di risultati, approdando ai playoff dalla porta principale. Al di là di quello che il futuro riserverà loro, il cammino compiuto in questi sei mesi di hockey ha comunque dello straordinario per la compagine biancoblù, che affronta questa volata con la consapevolezza che tutto ciò che verrà sarà valore aggiunto a una stagione memorabile. A prescindere da quanto lunga sarà quest’appendice. E, facendo leva sul fatto di essere ritenuto un ospite tutto sommato inatteso, l’Ambrì Piotta potrebbe anche ritagliarsi ulteriori soddisfazioni.

A Lugano, invece, si attende con ansia l’inizio di questi playoff. Ma, soprattutto, si attende con ansia che la squadra cambi marcia, come tradizionalmente riesce a fare a questo stadio della competizione. I playoff, ottenuti per giunta piuttosto col fiatone, non possono né appagare né essere salutati come un punto di arrivo di un campionato iniziato con ben altri proclami. E, non da ultimo, nato in scia a una stagione terminata (malamente) in gara 7 della finale. Quando, in riva al Ceresio, a fare festa furono i Lions. Quei Lions che quest’anno si dovranno accontentare di guardare da lontano la corsa per dare un nome al loro successore, disputando un torneo di piazzamento che più insipido non si può, visto che le ultime due della classe sono ormai certe di disputare la finale di playout.

L’attenzione, almeno per ora, sarà dunque tutta catalizzata dai playoff. Che iniziano con il Berna in qualità di testa di serie numero 1, certo, ma con tutte le serie sullo 0-0. E non sempre chi parte da dietro finisce per doversi arrendere. Lo Zurigo, settimo un anno fa al termine della stagione regolare, insegna... Buona volata a tutti, e che vinca il migliore.

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