laRegione
Nuovo abbonamento
rimborsi-un-brutto-spettacolo
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
2 ore

Ghiaccio bollente e tanti punti interrogativi

Mentre Ambrì e Lugano tornano a pattinare, il Losanna rinvia l'appuntamento col ghiaccio in attesa di novità
Commento
1 gior

L'uso della mascherina tra libertà e responsabilità individuale

La decisione di ieri del Consiglio di Stato è un atto di fiducia nei nostri confronti. A noi, adesso, mostrare coscienza e fare della nostra libertà l'uso migliore
L'analisi
2 gior

Il Libano era in ginocchio, ora è steso

La devastante esplosione di Beirut colpisce un paese prossimo al fallimento
Commento
3 gior

Treni a lunga percorrenza, una questione di cifre (e di cassa)

Le Ffs chiudono la partita con il Mendrisiotto, che non si arrende. Mentre Tilo e InterCity finiscono per entrare in concorrenza
Commento
4 gior

Locarno2020 e il futuro di una certa idea di cinema

Si apre domani un’edizione insolita, di emergenza, del festival del film. Aspettando tempi migliori: per Locarno e per il cinema
Commento
5 gior

Ha vinto lo Young Boys, ma pure il Lugano

I bernesi hanno griffato l'infinita Super League 2019/2020 con il loro terzo titolo filato, ma anche la quinta salvezza consecutiva dei bianconeri non è da sottovalutare
Commento
1 sett

Grazie cara Svizzera gioiellino di convivenza

Solidarietà: ecco la parola che mi viene in mente pensando al Natale della Patria 2020
Commento
1 sett

Tra euforia finanziaria e pessimismo economico

Finanza ed economia reale in questo periodo particolare hanno dinamiche contrapposte con la prima che brinda e la seconda che vede nero
Commento
1 sett

Il diritto del ben mangiare per tutti!

Bisognerebbe rendere obbligatoria l’educazione alimentare. Insegnare cos’è il “vivente”, una radice, un legume, un animale, la storia e provenienza dei prodotti.
Commento
1 sett

La voce da tenore e quella da bischero

Andrea Bocelli 'umiliato e offeso' dal lockdown. Al prossimo concerto, vada a spiegarlo a bresciani e bergamaschi.
Commento
1 sett

Al lupo, al lupo! Stato totalitario?

Per favore, signor deputato, anche se si può legittimamente (e ci mancherebbe!) avere un’idea opposta sull’efficacia della misura, che non si scomodi con tanta facilità lo stato totalitario liberticida.
Commento
31.01.2019 - 18:550

Rimborsi: un brutto spettacolo

Lo storico Andrea Ghiringhelli: 'Questo clamoroso affare ci dice che la politica non ammette i propri torti ma si assolve con sotterfugi poco dignitosi'

La politica sta passando momenti poco felici, e conosciamo i riscontri. La frattura con la società civile è diventata una voragine, la democrazia rappresentativa è contestata e i governanti più che rappresentanti dei cittadini sembrano oligarchie chiuse a difendere gli interessi di casta, i partiti sono ritenuti inaffidabili, ridotti a maschere che celano gli interessi di piccole e grandi consorterie, e il partito più grande è quello del non voto e della scheda bianca. Sono critiche perentorie, qualche volta eccessive, ma ciò che conta è la percezione dei cittadini, e onestamente lo spettacolo offerto non è di prima scelta. 

Non è casuale che gli analisti parlino di impero della mediocrità, di mediocrazia. Una volta, nella democrazia dei partiti, i partiti erano sorretti dall’elettorato di appartenenza che li votava a prescindere dalla politica messa in atto: c’era la bandiera da difendere e se chi la sorreggeva non era sempre degno del compito, pazienza. L’importante erano gli ideali. Oggi l’elettorato è magmatico, liquido, volatile, e i partiti non lo controllano più: e per un numero crescente di elettori a contare sono le emozioni radicate nel presente. Lo hanno capito bene i movimenti populisti che sull’esasperazione delle emozioni (le paure dell’altro, la sicurezza che non c’è, il lavoro che viene rubato, l’Europa che ci schiaccia ecc.) hanno costruito le loro fortune elettorali. E anche i partiti tradizionali sono diventati liquidi, esposti agli umori del presente, e quindi propensi a cercare il consenso evitando di contrastare troppo l’onda emotiva e di toccare i problemi sensibili. 

Come recuperare la fiducia dei cittadini?

In che modo recuperare la fiducia dei cittadini, come ridare credibilità alle istituzioni e ai partiti come forme di rappresentanza organizzata delle istanze della società civile? È il grande dilemma, le ricette sono incerte, e una cosa è assodata: i partiti danno l’impressione di essere organismi autoreferenziali, di non avere bisogno dei cittadini (salvo ovviamente nei periodi elettorali), di avere scarsa capacità di autocritica, e infatti il più delle volte si autoaffondano. 

Illustri intellettuali ci ricordano che il primo passo sarebbe il recupero di una dimensione dimenticata: quello della responsabilità politica che non può essere mai disgiunto dal rigore etico.

L’affare clamoroso dei rimborsi ci dice che la politica sta andando nella direzione opposta, non ammette i propri torti, ma si assolve con sotterfugi poco dignitosi: secondo alcuni l’irrilevanza penale chiude il contenzioso, per altri il niente di fatto si giustifica perché il parlamento non è un tribunale, altri ancora danno la colpa all’esagerata opposizione. A questi signori sfugge un particolare: il parlamento non deve emettere sentenze, bensì vigilare, orientare, dare indicazioni perentorie e non scusare l’opacità dei comportamenti. Se una cosa è risultata a tutti evidente, a prescindere da torti e ragioni, è che in queste faccende le posizioni sono state un atto di sudditanza alla convenienza di partito e agli interessi di bottega. E ancora una volta chi esce sconfitta è la buona politica: non è certo questa la strada per riconquistare credibilità e fiducia. Ma questa consapevolezza non mi pare acquisita.

Giuseppe Lepori, uomo di ampia cultura, fine costituzionalista, e statista di spessore, disse a proposito della Commissione della gestione che essa deve rispondere alla necessità di creare un’atmosfera di fiducia tra le autorità e tra queste e il popolo: per logica estensione del concetto, è questo il compito del parlamento e che il parlamento ha disatteso. I partiti, per dirla con un noto studioso, dovrebbero essere “il principale coefficiente di una educazione politica democratica”. Certamente non lo sono stati in questo frangente, e noi cittadini abbiamo assistito allo spettacolo poco decoroso di partiti di governo che più che rappresentare la volontà dei cittadini nel governo hanno rappresentato un brutto governo nella società.

 
© Regiopress, All rights reserved