Wil
1
Losanna
1
fine
(0-0)
Berna
3
Davos
4
fine
(0-0 : 1-3 : 2-1)
Bienne
4
Langnau
3
fine
(1-1 : 1-1 : 1-1 : 0-0 : 1-0)
Friborgo
3
Ambrì
1
fine
(1-0 : 1-0 : 1-1)
Lakers
2
Ginevra
4
fine
(1-1 : 0-2 : 1-1)
Losanna
5
Zugo
2
fine
(1-0 : 4-0 : 0-2)
Zurigo
5
Lugano
0
fine
(0-0 : 3-0 : 2-0)
La Chaux de Fonds
5
Zugo Academy
3
fine
(0-0 : 0-2 : 5-1)
Olten
4
Visp
1
fine
(0-0 : 2-1 : 2-0)
Langenthal
2
Kloten
3
fine
(0-2 : 0-0 : 2-0 : 0-1)
Ajoie
5
Turgovia
3
fine
(1-1 : 0-0 : 4-2)
Wil
CHALLENGE LEAGUE
1 - 1
fine
0-0
Losanna
0-0
1-0 CORTELEZZI SERGIO
66'
 
 
 
 
75'
1-1 DOMINGUEZ MAXIME
66' 1-0 CORTELEZZI SERGIO
DOMINGUEZ MAXIME 1-1 75'
Venue: IGP Arena.
Turf: Natural.
Capacity: 6,958.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Berna
LNA
3 - 4
fine
0-0
1-3
2-1
Davos
0-0
1-3
2-1
 
 
26'
0-1 LINDGREN
 
 
36'
0-2 LINDGREN
1-2 KAMPF
37'
 
 
 
 
39'
1-3 NYGREN
2-3 BLUM
51'
 
 
 
 
55'
2-4 RODIN
3-4 RUEFENACHT
60'
 
 
LINDGREN 0-1 26'
LINDGREN 0-2 36'
37' 1-2 KAMPF
NYGREN 1-3 39'
51' 2-3 BLUM
RODIN 2-4 55'
60' 3-4 RUEFENACHT
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Bienne
LNA
4 - 3
fine
1-1
1-1
1-1
0-0
1-0
Langnau
1-1
1-1
1-1
0-0
1-0
1-0 POULIOT
4'
 
 
 
 
8'
1-1 ELO
 
 
28'
1-2 GUSTAFSSON
2-2 TSCHANTRE
34'
 
 
3-2 SATARIC
47'
 
 
 
 
48'
3-3 BERGER
4' 1-0 POULIOT
ELO 1-1 8'
GUSTAFSSON 1-2 28'
34' 2-2 TSCHANTRE
47' 3-2 SATARIC
BERGER 3-3 48'
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Friborgo
LNA
3 - 1
fine
1-0
1-0
1-1
Ambrì
1-0
1-0
1-1
1-0 LHOTAK
7'
 
 
2-0 LHOTAK
22'
 
 
3-0 MARCHON
58'
 
 
 
 
59'
3-1 HOFER
7' 1-0 LHOTAK
22' 2-0 LHOTAK
58' 3-0 MARCHON
HOFER 3-1 59'
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Lakers
LNA
2 - 4
fine
1-1
0-2
1-1
Ginevra
1-1
0-2
1-1
 
 
7'
0-1 FRITSCHE J.
1-1 WELLMAN
8'
 
 
 
 
26'
1-2 TOMMERNES
 
 
33'
1-3 SIMEK
 
 
54'
1-4 FRANSSON
2-4 NEFF
60'
 
 
FRITSCHE J. 0-1 7'
8' 1-1 WELLMAN
TOMMERNES 1-2 26'
SIMEK 1-3 33'
FRANSSON 1-4 54'
60' 2-4 NEFF
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Losanna
LNA
5 - 2
fine
1-0
4-0
0-2
Zugo
1-0
4-0
0-2
1-0 GENAZZI
4'
 
 
2-0 LEONE
24'
 
 
3-0 KENINS
26'
 
 
4-0 VERMIN
37'
 
 
5-0 JEFFREY
39'
 
 
 
 
57'
5-1 ZGRAGGEN
 
 
59'
5-2 SIMION
4' 1-0 GENAZZI
24' 2-0 LEONE
26' 3-0 KENINS
37' 4-0 VERMIN
39' 5-0 JEFFREY
ZGRAGGEN 5-1 57'
SIMION 5-2 59'
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Zurigo
LNA
5 - 0
fine
0-0
3-0
2-0
Lugano
0-0
3-0
2-0
1-0 HOLLENSTEIN
24'
 
 
2-0 SUTER
27'
 
 
3-0 HERZOG
30'
 
 
4-0 BACHOFNER
46'
 
 
5-0 PETTERSSON
53'
 
 
24' 1-0 HOLLENSTEIN
27' 2-0 SUTER
30' 3-0 HERZOG
46' 4-0 BACHOFNER
53' 5-0 PETTERSSON
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
La Chaux de Fonds
LNB
5 - 3
fine
0-0
0-2
5-1
Zugo Academy
0-0
0-2
5-1
 
 
26'
0-1 LEUENBERGER
 
 
40'
0-2 BOUGRO
1-2 STAMPFLI
42'
 
 
2-2 AUGSBURGER
47'
 
 
3-2 AUGSBURGER
49'
 
 
4-2 STAMPFLI
56'
 
 
 
 
57'
4-3 HABERSTICH
5-3 WETZEL
57'
 
 
LEUENBERGER 0-1 26'
BOUGRO 0-2 40'
42' 1-2 STAMPFLI
47' 2-2 AUGSBURGER
49' 3-2 AUGSBURGER
56' 4-2 STAMPFLI
HABERSTICH 4-3 57'
57' 5-3 WETZEL
HC LA CHAUX DE FONDS leads series 1-0.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Olten
LNB
4 - 1
fine
0-0
2-1
2-0
Visp
0-0
2-1
2-0
 
 
21'
0-1 VAN GUILDER
1-1 MADER
32'
 
 
2-1 TRUTTMANN
35'
 
 
3-1 TRUTTMANN
53'
 
 
4-1 GERVAIS
60'
 
 
VAN GUILDER 0-1 21'
32' 1-1 MADER
35' 2-1 TRUTTMANN
53' 3-1 TRUTTMANN
60' 4-1 GERVAIS
EHC OLTEN leads series 1-0.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Langenthal
LNB
2 - 3
fine
0-2
0-0
2-0
0-1
Kloten
0-2
0-0
2-0
0-1
 
 
2'
0-1 FUGLISTER
 
 
12'
0-2 SUTTER
1-2 WYSS
48'
 
 
2-2 KELLY
56'
 
 
 
 
67'
2-3
FUGLISTER 0-1 2'
SUTTER 0-2 12'
48' 1-2 WYSS
56' 2-2 KELLY
2-3 67'
Game 1.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Ajoie
LNB
5 - 3
fine
1-1
0-0
4-2
Turgovia
1-1
0-0
4-2
1-0 DEVOS
9'
 
 
 
 
12'
1-1 RYAN
 
 
44'
1-2 FUHRER
2-2 HAUERT
47'
 
 
3-2 DEVOS
50'
 
 
 
 
51'
3-3 FUHRER
4-3 JOGGI
55'
 
 
5-3 HAZEN
60'
 
 
9' 1-0 DEVOS
RYAN 1-1 12'
FUHRER 1-2 44'
47' 2-2 HAUERT
50' 3-2 DEVOS
FUHRER 3-3 51'
55' 4-3 JOGGI
60' 5-3 HAZEN
HC AJOIE leads series 1-0.
Ultimo aggiornamento: 22.02.2019 22:29
Commento
14.11.2018 - 06:300

Tripoli bel suol d’amore

L'imbarazzante bilancio della conferenza sulla Libia di Palermo sancisce l’irrilevanza a cui si è condannata Roma

Che cosa è cambiato perché l’Italia, dopo il baciamano di Silvio Berlusconi a Muhammar Gheddafi e il successivo allineamento alle potenze che fecero fuori il Colonnello e gettarono il suo Paese all’inferno, potesse ritenersi titolata a indire una conferenza sulla Libia, con ambizioni da pacificatore? Niente, se non in peggio.


E infatti l’imbarazzante bilancio del giorno e mezzo di incontri a Palermo sancisce l’irrilevanza a cui si è condannata Roma. Alla quale non bastano il retaggio coloniale e il conseguente “dovere morale” di investirsi della questione, né l’urgenza – più retorica che fattuale – di fermare il flusso di migranti verso le sue coste, per elevarsi a protagonista diplomatico capace di orientare o almeno favorire una soluzione a una crisi la cui gravissima complessità condiziona le sorti di un’area ben più estesa del Nord Africa.

Il povero Giuseppe Conte ha sì guadagnato le lodi dell’inviato dell’Onu per la Libia Ghassam Salamè (“Palermo è stata una pietra miliare”) e pareggiato i conti con Emmanuel Macron, ottenendo anch’egli la sua bella stretta di mano tra il premier, cosiddetto, al Sarraj e il raìs di Bengasi Haftar a beneficio dei fotografi. Ma di qui a spacciare per risolutiva una messa in scena trascurata o abbandonata anzitempo dagli attori che potevano darle sostanza, ce ne passa. È vero: tra le voci in attivo del bilancio c’è la sibillina dichiarazione di Haftar, secondo il quale “non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”, interpretata come una garanzia concessa a Sarraj di poter restare al suo posto sino alle prossime elezioni. Se non che di garanzie simili Haftar ne ha concesse ad ogni plenilunio, e che le “sue” garanzie non sono quelle delle milizie che un po’ gli rispondono un po’ fanno di testa propria.

Chi risponderà, del resto, all’Italia delle proprie scelte? Non la Francia, rivale nella sostanza, e perlomeno disamorata dopo mesi di cura-Salvini. Figuriamoci Russia, Arabia Saudita, Egitto (presente a Palermo con il presidente al Sisi, con la garanzia che non gli si chiedesse conto di un tale Giulio Regeni), Turchia il cui rappresentante, ispirato dai gran gesti del suo presidente, ha lasciato in anticipo la compagnia dicendosi “deluso”. Non quegli Stati Uniti il cui presidente ha incoraggiato Conte a mettersi d’impegno, purché non sgarrasse. Parliamo cioè del presidente del Consiglio di un Paese che è stato “esentato” dal divieto di fare commerci con l’Iran come da sanzioni appena reintrodotte, purché si prenda – e infatti è così – gli F35 e i sistemi di trasmissione satellitare per l’esercito Usa, che i 5Stelle avevano giurato di non consentire, e svolga una adeguata funzione di guastatore in seno alle istituzioni europee. Cose che neanche Andreotti.

Né, infine, si riterranno impegnati i libici a cui Roma ha versato palanche perché facciano il lavoro sporco al suo posto, e che le utilizzano per nazionalizzare il business dei migranti (non soccorsi ma ripresi e inviati in autentici campi di concentramento) e che hanno saputo blandire il Salvini arrivato con la faccia cattiva e tornato ammaestrato come un cammello. Gli Stati, in certe situazioni, non hanno amici, ma peso specifico. Lo imparerà questa Italia? e con quale fatica?

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