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18.08.2018 - 06:300

Se Cristiano val bene una messa

Oggi è lutto nazionale in Italia. Per la tragedia del viadotto crollato a Genova. Ma oggi, in Italia, è anche “festa nazionale”.

Oggi è lutto nazionale in Italia. Per la tragedia del viadotto crollato a Genova, nella quale hanno perso la vita 38 persone. Ma oggi, in Italia, è anche “festa nazionale”. Per la ripresa della Serie A. Sì, perché è in questo modo che l’inizio del campionato è da sempre vissuto nella vicina Penisola, figuriamoci quest’anno che il più forte e mediatico giocatore del mondo, Cristiano Ronaldo, è sceso dall’Olimpo per ridare prestigio e visibilità al Calcio. Dal suo arrivo alla Juventus, il club ha venduto più magliette, le società (non solo quella torinese) più abbonamenti, i giornali più copie e via di seguito. In sostanza, l’interesse per la massima divisione italiana si è vertiginosamente impennato.

Troppo per annullare l’intera prima giornata (su richiesta delle società liguri e con il consenso delle avversarie, la Lega ha accettato di rinviare unicamente Sampdoria-Fiorentina e Milan-Genoa, inizialmente previste domani), ma tristemente e inspiegabilmente troppo anche solo per posticipare di un giorno l’inizio delle danze. In fondo, sarebbe bastato spostare le due partite di oggi a domani, per evitare la stridente e per certi versi agghiacciante concomitanza tra lutto e festa, disperazione e gioia, silenzio e rumore. Una questione di rispetto, come d’altronde avevano già sottolineato i tifosi dei due club di Genova ben prima dell’annuncio del rinvio delle “loro” partite. “Poco importa cosa decideranno i soloni dello show business – hanno scritto gli Ultras del Grifone, imitati nella sostanza da quelli doriani –. Abbiamo deciso che il settore a noi riservato sarà completamente deserto. Per noi il silenzio e il rispetto per la nostra città e per chi non c’è più e per le loro famiglie, viene prima di ogni cosa. Dopo l’ennesima catastrofe che ci ha colpito, piangiamo chi non c’è più e ci preoccupiamo per chi non ha più una casa e per le conseguenze del prossimo futuro di una città che vive da lustri difficoltà importanti. E riteniamo che questo adesso venga prima di una partita di calcio”.

Evidentemente non secondo i vertici del calcio italiano. E chissà, sulla decisione di scendere lo stesso in campo, quanto abbia pesato il fatto che oltre a Lazio-Napoli (alle 20.30), proprio oggi alle 18 sia previsto il debutto-show di Cr7 in Chievo-Juventus (con biglietti venduti a oltre il doppio del prezzo abituale e una città, Verona, che ha messo in piedi un maxi piano viabilità e sicurezza), guarda caso piazzato come match d’apertura della stagione dai vertici di una Lega che vede nell’arrivo del numero sette più famoso del globo l’opportunità di rilancio della Serie A.

Già, il campionato, chi lo vincerà? Probabilmente la Juve, forse qualcun altro. Ma di certo, oggi, hanno perso tutti. Alle 11 gli occhi (e le telecamere) degli italiani saranno puntati sul padiglione Jean Nouvel della Fiera di Genova, dove alla presenza delle eminenze del Paese (grigie e non) si svolgeranno i funerali di Stato di alcune delle vittime (non tutti i familiari hanno acconsentito). Alle 18 poi, come se niente fosse, l’attenzione – non di tutti, certo, ma di molti – si sposterà allo stadio Bentegodi di Verona. Perché per qualcuno, Cristiano val bene una messa...

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