Commento
17.07.2018 - 06:300

Trump, inaudito. Vive les Bleus!

La partita è in corso. Speriamo che l’asse Parigi-Berlino tenga e che l’era Trump tramonti presto.

Ormai ci abbiamo fatto l’abitudine. Donald Trump fa quello che gli pare e piace. È un presidente di rottura che si infischia spesso e volentieri delle regole del gioco. Soprattutto se fatte dal suo predecessore, il democratico Barak Obama.

Ma vederlo alla corte di Vladimir Putin definire ‘catastrofica’ l’indagine in corso sulle collusioni russe nella campagna presidenziale americana deve far pensare e preoccupare. Avrebbe dovuto trattenersi. Primo, perché il caso riguarda proprio la sua elezione; secondo, perché il potere giudiziario è indipendente dall’esecutivo e non va né condizionato né, ancor peggio, picconato! In terra Usa si sta ancora indagando e da poco sono stati arrestati dodici agenti russi. Si può pensare quello che si vuole, ma c’è un procuratore straordinario, del calibro di Bob Müller, che sta lavorando e non lo fa per divertirsi, ma perché c’è puzza di bruciato nelle influenze politiche provenienti da Mosca dentro la rete.

L’interferenza così crassa di Trump sull’operato della giustizia americana proprio davanti a Putin è qualcosa di inaudito. Che il presidente Usa gradisca stupire / scioccare avvicinandosi troppo alla Russia – come fece stringendo la mano al presidente-missile nordcoreano, detestato fino a poco prima – non può non preoccupare l’Europa e l’Unione europea (che non a caso ha già perso il pezzo inglese).

Nel mirino di Trump c’è ora infatti la signora della politica europea, quell’Angela Merkel che entrerà nella storia per essere stata una grande cancelliera, ma che rischia di venir abbattuta anzitempo, se la strategia trumpiana di indebolire l’Unione e la locomotiva tedesca andrà in porto. Per fare che cosa? Dare fiato ai populismi nazionali.

Ma attenti, come dicevano i romani, ‘divide et impera’. E qui di imperatori possibili ce ne sono almeno due. Quello più vicino ai confini comunitari (e geopoliticamente scaltro come pochi) ha regalato al secondo in conferenza stampa a Helsinki (il giorno dopo la fine dei Mondiali) un bel pallone. La partita è in corso. Speriamo che l’asse Parigi-Berlino tenga e che l’era Trump tramonti presto. Vive les Bleus!

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