Grasshopper
3
Xamax
1
fine
(1-0)
Thun
4
Sion
1
fine
(0-0)
Federer R. (SUI)
KYRGIOS N. (AUS)
22:00
 
Berna
2
Langnau
0
pausa
(2-0 : 0-0)
Ginevra
1
Friborgo
0
pausa
(1-0 : 0-0)
Davos
2
Ambrì
4
pausa
(1-1 : 1-3)
Lakers
1
Zurigo
1
pausa
(0-1 : 1-0)
Losanna
1
Bienne
1
pausa
(1-0 : 0-1)
Zugo
5
Lugano
5
2. tempo
(4-2 : 1-3)
Ajoie
2
Visp
1
2. tempo
(1-0 : 1-1)
Grasshopper
SUPER LEAGUE
3 - 1
fine
1-0
Xamax
1-0
DOUMBIA SOULEYMAN
31'
 
 
1-0 DJURICIN MARCO
36'
 
 
 
 
42'
PICKEL CHARLES
 
 
53'
OSS MARCIS
HOLZHAUSER RAPHAEL
60'
 
 
2-0 DJURICIN MARCO
63'
 
 
3-0 PINGA AIMERY
65'
 
 
 
 
67'
3-1 NUZZOLO RAPHAEL
DJURICIN MARCO
74'
 
 
 
 
90'
DI NARDO PIETRO
31' DOUMBIA SOULEYMAN
36' 1-0 DJURICIN MARCO
PICKEL CHARLES 42'
OSS MARCIS 53'
60' HOLZHAUSER RAPHAEL
63' 2-0 DJURICIN MARCO
65' 3-0 PINGA AIMERY
NUZZOLO RAPHAEL 3-1 67'
74' DJURICIN MARCO
DI NARDO PIETRO 90'
Venue: Letzigrund.
Turf: Natural.
Capacity: 26,104.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Thun
SUPER LEAGUE
4 - 1
fine
0-0
Sion
0-0
1-0 SUTTER NICOLA
52'
 
 
2-0 SPIELMANN MARVIN
57'
 
 
 
 
61'
MACEIRAS QUENTIN
 
 
62'
ROSSI RAPHAEL
HEDIGER DENNIS
64'
 
 
3-0 SORGIC DEJAN
79'
 
 
 
 
84'
3-1 ADRYAN TAVARES
4-1 SALANOVIC DENNIS
86'
 
 
 
 
89'
FORTUNE YASSIN
52' 1-0 SUTTER NICOLA
57' 2-0 SPIELMANN MARVIN
MACEIRAS QUENTIN 61'
ROSSI RAPHAEL 62'
64' HEDIGER DENNIS
79' 3-0 SORGIC DEJAN
ADRYAN TAVARES 3-1 84'
86' 4-1 SALANOVIC DENNIS
FORTUNE YASSIN 89'
Venue: Stockhorn Arena.
Turf: Artificial.
Capacity: 10,014.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Federer R. (SUI)
0 - 0
22:00
KYRGIOS N. (AUS)
LAVER CUP
LAVER CUP MEN SINGLES
Match 6.
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Berna
LNA
2 - 0
pausa
2-0
0-0
Langnau
2-0
0-0
1-0 EBBETT
2'
 
 
2-0 RUEFENACHT
20'
 
 
2' 1-0 EBBETT
20' 2-0 RUEFENACHT
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Ginevra
LNA
1 - 0
pausa
1-0
0-0
Friborgo
1-0
0-0
1-0 ALMOND
16'
 
 
16' 1-0 ALMOND
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Davos
LNA
2 - 4
pausa
1-1
1-3
Ambrì
1-1
1-3
 
 
7'
0-1 DAGOSTINI
1-1 PESTONI
15'
 
 
 
 
26'
1-2 KUBALIK
 
 
28'
1-3 MULLER
 
 
31'
1-4 LAUPER
2-4 MEYER
34'
 
 
DAGOSTINI 0-1 7'
15' 1-1 PESTONI
KUBALIK 1-2 26'
MULLER 1-3 28'
LAUPER 1-4 31'
34' 2-4 MEYER
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Lakers
LNA
1 - 1
pausa
0-1
1-0
Zurigo
0-1
1-0
 
 
5'
0-1 HOLLENSTEIN
1-1 SCHLAGENHAUF
28'
 
 
HOLLENSTEIN 0-1 5'
28' 1-1 SCHLAGENHAUF
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Losanna
LNA
1 - 1
pausa
1-0
0-1
Bienne
1-0
0-1
1-0 VERMIN
13'
 
 
 
 
27'
1-1 RIAT
13' 1-0 VERMIN
RIAT 1-1 27'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Zugo
LNA
5 - 5
2. tempo
4-2
1-3
Lugano
4-2
1-3
1-0 MCINTYRE
1'
 
 
 
 
6'
1-1 WALKER
2-1 SIMION
8'
 
 
 
 
13'
2-2 CUNTI
3-2 MARTSCHINI
16'
 
 
4-2 LAMMER
20'
 
 
 
 
21'
4-3 LAPIERRE
5-3 ALBRECHT
26'
 
 
 
 
29'
5-4 MORINI
 
 
33'
5-5
1' 1-0 MCINTYRE
WALKER 1-1 6'
8' 2-1 SIMION
CUNTI 2-2 13'
16' 3-2 MARTSCHINI
20' 4-2 LAMMER
LAPIERRE 4-3 21'
26' 5-3 ALBRECHT
MORINI 5-4 29'
5-5 33'
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Ajoie
LNB
2 - 1
2. tempo
1-0
1-1
Visp
1-0
1-1
1-0 CASSERINI
4'
 
 
 
 
26'
1-1 FURRER
2-1
33'
 
 
4' 1-0 CASSERINI
FURRER 1-1 26'
33' 2-1
Ultimo aggiornamento: 22.09.2018 21:17
Commento
19.01.2018 - 06:300

Perché tagliarci la lingua?

La forza della voce. E della parola. Che è poi il nostro essere umani.

La forza della voce. E della parola. Che è poi il nostro essere umani. La forza della lingua che ci fa sentire comunità e ci dona appartenenza. Scriveva Tzvetan Todorov: “La lingua non è uno strumento neutrale, è impregnata di pensieri, azioni, giudizi trasmessi dal passato; essa delinea la realtà in una maniera particolare e infonde in noi una specifica visione del mondo”. Pensiamoci un attimo. La lingua ci racconta la realtà in un certo modo e non in un altro e dunque ci permette di distinguere cosa ci è davvero utile e cosa meno. E questa comprensione, ci dice il filosofo francese d’origine bulgara scomparso all’inizio del 2017, ci aiuta (o ci orienta) nel giudizio sulle cose del mondo. Quando impariamo a parlare, leggere e scrivere la nostra lingua, diventiamo di fatto membri della comunità di appartenenza. Ecco perché conoscere la propria lingua significa conoscere la propria storia e immaginare il futuro.

Chi può fornirci gli strumenti per arrivare a tanto? L’educazione scolastica, beninteso, ma anche tutto ciò che è “servizio pubblico”, ovvero una prestazione pagata da tutti per essere a disposizione di tutti, in ugual misura e portata. Che certo non impedisce ad altri, operatori privati, di fare altrettanto; di partecipare alla crescita della conoscenza individuale e collettiva, ma senza obbligo di sorta. Il servizio pubblico, al contrario, riceve un mandato – affidato dagli eletti democraticamente – che deve rispettare. Vincolante. Se quanto sin qui detto è vero, lo è ancor di più in una realtà confederale qual è quella svizzera. Lo è per le minoranze, bisognose di una voce forte e autorevole per essere ascoltata là dove le maggioranze decidono.

Questo e non altro è stata ed è oggi la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Di lingua, appunto, che vuol dire molto, tanto di più di quanto riusciamo ad ascoltare e vedere ogni giorno alla radio o alla televisione. È identità, è appartenenza, è “pensieri, azioni, giudizi trasmessi dal passato” appunto. Detta altrimenti, senza una voce importante e pubblica non vi è più garanzia di autonomia, di progetto, di riconoscimento. Di più. Se perdiamo la voce che ci rappresenta (perché questo e non altro è la Rsi), che ci racconta, restiamo anche senza la possibilità di criticare e giudicare la rappresentanza e il racconto. Quanti di noi hanno piacere di criticare la Rsi e sono al contempo consapevoli che lo possono fare per il solo fatto che questa esiste? E ha un prezzo. Perché essere parte, membri di una comunità, senza pagare pegno è certo ambizione ingenua. Si paga in altro modo e oltretutto senza consapevolezza.

Dunque difendere il servizio pubblico radiotelevisivo significa, a ben vedere, lottare per difendere la nostra stessa identità. Meglio, il nostro processo identitario che si plasma quotidianamente. Se spegniamo quella voce – perché se passa l’iniziativa ‘No Billag’ di questo si tratta e non di altro – ridimensioniamo il ruolo della nostra lingua e dunque di noi stessi. D’accordo, magari va rimodulata, accordata ai tempi e alle nuove esigenze tecnologiche. Forse è una voce un po’ afona, ma da qui al silenzio…

Potrebbe interessarti anche
Tags
voce
lingua
essere
appartenenza
comunità
servizio pubblico
servizio
forza
© Regiopress, All rights reserved