Commento
27.07.2017 - 08:450

In arrivo una Carta etica

Una sentenza, anche parecchio dura, sulla quale hanno pesato evidentemente alcune aggravanti, una carriera sportiva in pericolo, quella di un giovane calciatore che due mesi fa fu protagonista di un episodio grave, punito dalla commissione disciplinare dell’Asf con tre anni di squalifica. Posto che la parola fine sulla triste vicenda la metterà solo l’esito dell’eventuale ricorso al quale il ragazzo ha diritto (ma potrebbero anche esserci strascichi di ordine penale), la sentenza chiude idealmente una pagina triste di calcio regionale. Che con il calcio poco avrebbe poco a che spartire.

Se non fosse che sui campi non mancano episodi di violenza, sia essa fisica o verbale.
Allarmata da segnalazioni e casi disdicevoli, la Federazione ticinese ne è perfettamente conscia. Oltre ai campanelli d’allarme già fatti risuonare più volte, a seguito dei fatti di Losone dello scorso maggio, e di episodi precedenti simili, i dirigenti della Ftc hanno costituito una commissione incaricata proprio di studiare misure che contribuiscano a riportare un po’ di ordine e di serenità all’interno di un ambiente sportivo che ha anche importanti finalità educative, oltre a quelle sportive.

Tale commissione, attiva da qualche settimana, ha alle spalle già un paio di sedute. Ne fa parte Fulvio Brancardi, presidente della Ftc, il quale stila un primo parziale bilancio. «Con me ci sono anche altri due membri del comitato della Ftc: Silvano Beretta, responsabile della sezione tecnica, e Marco Baroni, responsabile degli impianti sportivi. Ne fanno parte anche un rappresentante degli allenatori, uno degli istruttori, e uno delle società. In un secondo tempo prevediamo di coinvolgere anche un rappresentante degli arbitri. Il primo obiettivo della commissione è fare una selezione di tutte le proposte che ci sono giunte sul tavolo, dopo i noti fatti di Losone. Si tratta di vedere cosa si può mettere in campo subito, e cosa va invece impostato a medio termine».

L’intenzione è di proporre già qualcosa di concreto entro l’inizio della stagione. «Ci siamo chinati sulle sanzioni e sulle multe. Esiste un prontuario, lo stiamo rivedendo. A metà agosto, in occasione della prossima seduta di comitato, verrà messo in funzione. Contiene sanzioni più pesante e multe più onerose. Certi comportamenti vanno puniti più severamente. Non tutti, sia chiaro: solo quelli più gravi».

Interessante anche l’idea di una Carta etica. «Una delle idee che si potrebbero concretizzare in tempi brevi è proprio una sorta di Carta etica. Un formulario che ogni membro di una società – sia esso giocatore, dirigente o allenatore – sarà tenuto a sottoscrivere, impegnandosi a rispettare la serie di norme di comportamento che tale documento conterrà. Alcune società ne hanno già una, ma l’idea è di estendere il principio a tutti. Vi sarebbero anche contenuti alcune sanzioni, che le società stesse sarebbero invitate ad adottare nei confronti di chi si macchia di determinati comportamenti. A volte questo già succede, ma raramente. Qualche club già lo fa. In occasioni di problemi gravi ha allontanato l’allenatore o il calciatore di turno, ma i margini sono notevoli».


L’apporto delle società
Questi sono progetti che la commissione della Ftc può introdurre a corto termine. A medio termine, però, il discorso si complica, anche se sul tavolo qualche idea c’è. «Al vaglio c’è il progetto di una campagna mediatica. Ha però dei costi, e andrebbe autofinanziata, visto che la Ftc non ha i mezzi per sostenerla. Ci stiamo ragionando, appoggiandoci a persone interessate a sviluppare questo progetto».

Quelli della Ftc sono tentativi lodevoli, ma dalla collaborazione delle società non si prescinde. Biancardi ne è consapevole. E rilancia. «L’episodio di Losone ha contribuito a sensibilizzare un po’ di più club e dirigenti. Ci aspettiamo che siano loro a dare un fattivo contributo alla causa del rispetto e della non violenza. Come Ftc non possiamo arrivare dappertutto. Non ne abbiamo i mezzi, né finanziari né di persone che possano occuparsi a fondo della questione e tenere tutto sotto controllo. È dalle società che deve partire un messaggio forte. Va però detto che i club, al di là della difficoltà di ordine economico che riguardano un po’ tutti, devono fare fronte anche a difficoltà oggettive, come il reperimento di allenatori e collaboratori motivati. Non è scontato trovarne, ed è ancor meno scontato trovare dei profili impeccabili, inappuntabili del punto di vista educativo. È dura per tutti, benché la federazione faccia il possibile in tal senso, attraverso corsi di formazione e di aggiornamento, nei quali su questi temi delicati si insiste parecchio. Fino a un certo punto arriviamo, poi però più in là per noi diventa difficile».

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