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22.07.2017 - 05:550
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Val Rivera: risveglio col botto, prima che canti il gallo

Viviamo in un paese previdente e fortunato. Da noi non cadono i ponti. A volte dalle montagne – e ci mancherebbe altro che non succedesse – cadono i massi calamitati a valle dalla forza di gravità. Ma, essendo il nostro un paese previdente, noi i massi in agguato li monitoriamo e a volte possiamo anche decidere quando farli scendere a valle.


È quello che succederà domenica mattina all’alba, quando alcuni massi pericolanti sopra Cresciano, tenuti d’occhio ormai da una quarantina d’anni, verranno fatti brillare e rotolare a valle e, si spera, raccolti in apposite reti di contenimento. Inutile dire che lo sforzo economico delle Ferrovie federali, che appena sotto la roccia pericolante gestiscono la linea del Gottardo, è notevole per un’operazione a loro favore, ma anche nostro, perché nessuno vorrebbe che ci scappasse prima o poi il morto... Giusto dunque procedere al brillamento e giusto pure ringraziare le Ffs per l’intervento.

Peccato, però, che la popolazione della Riviera debba venire a conoscenza del mega botto, che risveglierà l’intera valle domenica mattina verso le 5, dando la sveglia anche ai galli nei pollai, pressoché all’ultimo momento. È peccato che i diretti interessati e l’autorità politica della zona siano stati informati compiutamente soltanto nella serata pubblica di giovedì, organizzata solo per una ventina di anime che vivono nella zona rossa. Se le Ffs si fossero mosse con un briciolo di anticipo, coinvolgendo il comune, avrebbero potuto garantire un’informazione migliore e più capillare.

Va bene che siamo in luglio, va bene che le valli si spopolano e che chi abita in Riviera è ‘abituato’ alle esplosioni delle mine nelle cave, ma non mancherà chi si spaventerà per il boato delle 5 del mattino in una calda domenica estiva. E chi è assente? Qualche raccomandazione c’è infatti anche per chi è altrove, come ad esempio lasciare rigorosamente aperte le finestre di casa nel raggio più toccato o le tapparelle e le persiane (laddove presenti) chiuse. Insomma, dopo ben quarant’anni di monitoraggi e nell’attesa di udire il boom, ciò che non si è udito a sufficienza è un’informazione a tutta la popolazione della regione con un invio a tutti i fuochi della valle.

Che poi il sindaco De Rosa abbia preso la palla al balzo per reclamare anche la messa in galleria della linea, ci sta. Lo dovrebbero dire e ribadire ogni volta che si presenta l’occasione anche altri sindaci (come lo ha fatto quello di Bellinzona), considerate le merci pericolose che circolano sui binari e attraversano i nostri centri abitati. Ma questo è un altro (spinoso) problema. Intanto buona domenica (mattina)!

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