Commento
14.02.2017 - 11:300

Padrona di casa, padrona in pista

St. Moritz – Che il Mondiale si sarebbe tenuto in Svizzera, lo si sapeva dal maggio 2012, quando la 44ª edizione della rassegna iridata venne assegnata a St. Moritz. Che sarebbe però anche stato il Mondiale della Svizzera, in pochi se lo aspettavano. Compresi noi. A maggior ragione non dopo venerdì verso mezzogiorno, ossia una volta intuita la gravità dell’infortunio di Lara Gut (rottura del crociato e lesione del menisco, stagione e ovviamente Mondiale finiti). A quel punto, il morale era davvero basso. Per la ticinese, certo, ma anche perché con già due gare veloci alle spalle (i superG maschile e femminile, che agli elvetici avevano regalato “solo” un bronzo, ottenuto proprio dalla 25enne di Comano) e soprattutto senza la stella più attesa, il prosieguo del Campionato del mondo casalingo non si annunciava proprio roseo per i colori rossocrociati. Certo, qualche cartuccia da sparare – e anche bella grossa – l’avevamo ancora, in particolare con Wendy Holdener in combinata e slalom (sei volte sul podio in questa Coppa del mondo su sette slalom disputati) e Beat Feuz (sempre davanti in prova) nella disciplina regina. Ma si sa, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Un mare in questo caso piuttosto impetuoso, composto tra le altre cose dalla pressione (interna ed esterna), dalle mutevoli e imprevedibili condizioni meteorologiche, dagli avversari da battere. Un ostacolo che non tutti sono riusciti a superare (pensiamo ad esempio a Fabienne Suter nella discesa femminile), ma che non si è invece rivelato un problema per gli atleti più attesi, Holdener e Feuz appunto. E nella loro trionfale traversata, la svittese e il bernese hanno trascinato compagni meno attesi. Come una splendida Michelle Gisin, argento in combinata e ottima anche in discesa (8° posto). O ancor più sorprendentemente il vallesano Luca Aerni, incredibile campione del mondo pure lui nella prova che premia la polivalenza, accompagnato sul podio, oltre che da un certo Marcel Hirscher, dal grigionese Mauro Caviezel (bronzo). Così dopo sei delle undici gare in programma, la Svizzera guida il medagliere con ben sei medaglie, di cui tre d’oro. Ossia il miglior risultato dall’edizione 2009 a Val d’Isère, quando alla fine i podi furono proprio sei (due titoli, tre argenti e un bronzo). Ma qui a St. Moritz alla fine non ci siamo ancora arrivati e visto come stanno andando le cose, non mettiamo limiti alla provvidenza.

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