Samuel Golay
Inchieste
14.12.2017 - 08:150
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Fra Martino: 'Molte falle nel sistema degli alloggi, si rischia di spendere più di quanto si voglia risparmiare'

Tra le sue varie attività sociali fra Martino Dotta gestisce anche una speciale agenzia immobiliare (la Reab Sagl) che facilita l'accesso all'alloggio a persone con scarsa disponibilità finanziaria. Tra i suoi inquilini figurano pure persone in grave stato di indigenza. «I criteri fissati dallo Stato sono molto rigidi e limitano parecchio la possibilità di scelta di un alloggio per chi è in assistenza o per i richiedenti l’asilo. Di conseguenza sono più o meno sempre le stesse amministrazioni o proprietari che affittano appartamenti a persone in difficoltà. Il risultato è una concentrazione di casi problematici, si rischia di ghettizzare queste persone in palazzi dove i proprietari non fanno migliorie e lavori di manutenzione da tempo, ma incassano l’affitto pagato dal Cantone», spiega fra Martino Dotta. Il problema si pone soprattutto quando un inquilino esce e un altro entra, talvolta non vengono fatti i minimi interventi ordinari come... cambiare placche arrugginite o un forno che non va più. «Da parte dello Stato che paga l’affitto a volte ci si potrebbero aspettare maggiori controlli sullo stato degli appartamenti, ma queste verifiche non avvengono», dice. E anche chi potrebbe segnalare ha altri problemi per la testa. Sicuramente un ambito non facile da gestire, ma i continui tagli e pressioni al risparmio anche nel sociale si sentono per chi è al fronte: «I funzionari dell’Ussi (l’assistenza cantonale) si limitano a verificare gli incarti. Manca un vero accompagnamento sociale delle persone collocate da Cantone e Comuni negli appartamenti. Con la scusa del libero mercato, ci sono parecchie falle nel sistema. Si rischia di spendere più di quanto si voglia risparmiare!».

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