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In vista del voto
07.11.2019 - 20:390

Quale domani per la Lega?

Dal dopo guerra in poi ogni formazione politica, almeno in tutta Europa, si è formata per volere di cittadine e cittadini che si sono identificati in esigenze di vita, lavoro, idee e desiderio di innovazione. Alcune spontanee ed autonome mentre altre in contrapposizione ad altri modelli. Tutte comunque nate e cresciute dal basso. Nella maggioranza dei casi ne è seguita la scelta di comitati o direttorati tutti democraticamente eletti. Tutte meno una; il movimento della Lega dei Ticinesi, nata in seguito all’apparizione del Mattino della domenica per volere dello stesso fondatore, ossia di Giuliano Bignasca. Da allora e fino a pochi anni prima della scomparsa del suo fondatore la Lega operava con una sorta di organigramma circolare laddove, pur avendo sia la Lega quanto il Mattino un proprietario di fatto, tutti erano considerati sullo stesso livello. Unica esigenza la dotazione di un presidente a vita nata solamente per smorzare sul nascere parecchi desideri di appropriarsi indebitamente del concetto innovativo. Operazione allora sostenuta dallo “zoccolo duro” oggi quasi scomparso per i limiti imposti dell’anagrafe e dal destino. Mentre apprendiamo dalla stampa e dalla Tv che qualcuno oggi vorrebbe inserire una gestione con un organigramma verticistico. Basta colonnelli leggiamo, mentre a noi pare che, seppure di meno, sempre di colonnelli si tratta. E la base? Dicono che questa verrà dopo! Qualcuno si è dimenticato che i processi democratici partono dal basso e non viceversa. Anche perché nello Statuto del movimento (ormai decaduto per la scomparsa dei membri fondatori) nulla legittima chicchessia a dettar legge o, peggio, a creare sistemi gestionali. Che alla Lega occorra un direttivo sembra ormai acquisito, ma che questo direttivo si formi senza alcuna legittimazione (...) ci riporta indietro agli anni 40. Senza dimenticare che la Lega è figlia del Mattino della domenica e non dei colonnelli. Detto in breve l’uno senza l’altro non porteranno lontano, come non porterà lontano il neo comitato ombra. Questo anche se il movimento di Via Monte Boglia – unica entità politica a disporre in Ticino di un domenicale (sempre meno letto e apprezzato) – è stato “capace” di ridursi in pochi mesi al non eclatante risultato che tutti conosciamo. Intanto in diverse sezioni c’è chi si attiva per defezioni, scissioni e abbandoni. Chi deve capire, forse capirà.

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