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24.06.2020 - 12:260

La forza dello scambio intergenerazionale

Alimentandolo sarà possibile costruire dei legami solidi e ricchi di conoscenze ed esperienze. Dei legami che ci permetteranno di rendere il nostro Ticino un Cantone forte

Il periodo del coronavirus è stato caratterizzato da un valore fondamentale: la solidarietà. In un momento in cui si è diffuso il concetto di distanza sociale, avremmo in realtà dovuto parlare di distanza fisica. La vicinanza sociale, quella profonda e di cuore si è infatti percepita intensamente. Abbiamo potuto sperimentare quella solidarietà che fonda le proprie radici nella condivisione di intenti e di obiettivi, nel coinvolgimento e nella vicinanza. Abbiamo condiviso tutti insieme un obiettivo importante: la tutela della salute collettiva. Abbiamo vissuto insieme quel senso di fragilità che può giungere inaspettatamente e all’improvviso. Abbiamo sentito il dolore della solitudine e della perdita. Ma, in tutto questo difficile contesto, ci siamo sentiti più che mai uniti e vicini e questo è stato fondamentale per superare la fase più acuta della crisi. Ognuno di noi si è sentito parte integrante di un processo che ci ha toccati tutti e indistintamente. Ci siamo sentiti coinvolti emotivamente perché abbiamo sentito forte la preoccupazione per i nostri cari, per i nostri genitori e per i nostri nonni, ma allo stesso tempo abbiamo percepito anche la responsabilità di dover contribuire, ognuno nel suo quotidiano, alla tutela della salute di tutti. Ma soprattutto ci siamo sentiti più vicini gli uni agli altri in uno scambio intergenerazionale inteso e profondo. I giovani, per i quali il coronavirus poteva costituire una preoccupazione meno incisiva, hanno agito in modo consapevole e responsabile per proteggere anche le persone più deboli e anziane. Hanno rinunciato subito e in modo esemplare alle loro libertà, dimostrando maturità e sensibilità, seguendo le direttive e mettendosi a disposizione a fornire un aiuto e un supporto concreto a chi era più in difficoltà.  Un legame, quello tra due diverse generazioni, che ho apprezzato particolarmente. Nell’era moderna i rapporti tra le generazioni sono infatti diventati più distanti, lo scambio e il dialogo si sono attenuati rispetto al passato, quando la vita di comunità era più presente.

L'opportunità che abbiamo saputo cogliere

Ma questa crisi ci ha offerto un’opportunità che abbiamo saputo cogliere: la vicinanza tra le diverse generazioni si è rafforzata. Uno scambio intergenerazionale che va coltivato, perché permette di conservare la ricchezza della nostra società portando avanti valori importanti e di affrontare il futuro con più solidità. E ora, guardando al futuro e proprio in una dinamica di scambio, anche le generazioni più adulte sono chiamate a rivolgere l’attenzione alle generazioni più giovani. Siamo infatti chiamati a gestire questa delicata fase successiva della pandemia con attenzione, senso di responsabilità e soprattutto lungimiranza. Dobbiamo poter lasciare ai nostri figli e ai nostri giovani un Cantone forte in cui poter di nuovo costruire, progettare e creare. In questo senso occorrerà continuare a gestire in modo oculato le nostre finanze pubbliche, che costruiscono il nostro patrimonio e quello delle generazioni future. Occorrerà saper investire in quei settori che permetteranno ai nostri giovani di sperimentare le proprie conoscenze e competenze e di crescere, lasciando loro il necessario spazio per agire con progettualità e creatività.

Continuando ad alimentare questo scambio generazionale, sarà possibile costruire dei legami solidi e ricchi di conoscenze ed esperienze. Dei legami che ci permetteranno di rendere il nostro Ticino un Cantone forte e di riacquistare quella fiducia tanto importante per guardare al futuro con rinnovata positività.

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