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Il dibattito
29.03.2020 - 20:02

Aiuti: come faccio coi costi fissi?

Il punto di vista del titiolare di un piccolo studio legale ticinese con cinque collaboratori

Caro Consiglio federale, mi permetto di scriverti sottoponendoti il mio punto di vista di piccolo studio legale ticinese. Ho cinque collaboratori, due praticanti, una segretaria, un avvocato a tempo parziale e mia moglie che fa la contabilità. Abbiamo preso atto, in questo periodo di inattività forzata e di crollo delle entrate di lavoro e dei pagamenti delle nostre fatture, dei 42 miliardi messi a disposizione dell’economia per farla ripartire dopo l’emergenza Covid 19. Io non riesco a collocarmi in questo sistema di aiuti. Per i collaboratori riceverò l’80% del salario e qui siamo a posto. Per quanto riguarda il mio reddito riceverò 4300 Fr. come IPG e qui nascono grossi problemi ritenuto come il mio fabbisogno mensile, pur volendolo volendo ridurre all’osso, è circa il doppio. Ma vi è un capitolo del tutto non coperto dagli aiuti, che sono comunque benvenuti, e cioè i costi fissi. Uno studio legale come il mio ha almeno ca. 8/9’000 Fr. di costi fissi mensili. Quale misura principe, invero l’unica, avete previsto dei crediti senza interessi. Orbene mi arrovello da giorni sulla bontà di questa offerta per quanto riguarda la mia piccola azienda. Visto che sono un indipendente e quindi non ho una separazione tra capitale aziendale e personale non riesco trovare validi motivi per indebitarmi con voi, o meglio con le banche. In altre parole non riesco a trovare dove stia il vostro aiuto, ripeto pensando alla mia piccola realtà ma che, sono certo è comune a tante altre piccole aziende dove il titolare, garantisce con il patrimonio personale, molti impegni societari.

Di solito quando si parla di aiuto si pensa ad un importo a fondo perso. Gli anni che verranno non saranno facili. Ci sarà probabilmente una recessione. E quindi molto poco volentieri mi indebiterei. Preferisco a questo punto usare i miei risparmi, perdere del mio denaro risparmiato con fatica e che doveva servirmi da cassa pensione per la terza età, piuttosto che aumentare i debiti. Proprio non riesco capire: sono convinto che non avete pensato a piccole aziende. Avrete fatto qualche dotta pensata da economisti che però non riesco a riconciliare con la mia visione di piccola contabilità di provincia. Vi chiedo quindi di adottare quanto prima dei correttivi perché in questo momento solo aiuti a fondo perso saranno in grado di mantenere la fiducia dei soggetti necessaria al buon funzionamento dell’economia.

Vi saluto molto cordialmente e grazie per il vostro grande impegno in questi mesi difficili.

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