Lugano
17.03.2021 - 10:47
Aggiornamento: 15:47

Ascoltiamo i nostri valori

di Giovanni Mazzei, candidato Ps al consiglio comunale, Lugano
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Siamo sicuri che quando qualcuno ci parla, noi lo ascoltiamo? Non di rado partiamo dal presupposto che sappiamo già cosa il nostro interlocutore vuole dirci e che, prima ancora che egli finisca, la replica è già pronta nella nostra testa. Pensiamo alla risposta e non riflettiamo sul messaggio che ci viene comunicato. A mio modesto parere, il non ascoltare colui che parla, denota mancanza di rispetto. Rispetto di cui abbiamo un estremo bisogno perché, primo, sembra che nessuno si ricordi più cosa sia il rispetto – per il vicino, per il collega, per l’autorità, per l’anziano – e, secondo, giudico il rispetto il valore fondante e imperativo della convivenza tra le persone.
Facciamo un passo indietro all’etimologia della parola rispetto: dal latino respectus, da respicere, guardare indietro. Dunque, quando ascoltiamo, fermiamoci, osserviamo e ascoltiamo. Potrebbe sembrare un discorso fuori contesto, ma non tralasciamo l’aspetto tolleranza come valore connesso all’ascolto. L’essere tolleranti è imprescindibile in tutti gli aspetti della nostra vita sociale e, ancor di più, nella comunicazione. Sia chiaro, non intendo tollerante solo come forma di educazione, ma in senso culturale, etico, morale, in una parola, in senso antropologico. Nel nostro lessico, tolleranza deve fare rima con integrazione e accettazione del “diverso”. I cosiddetti ghetti sono un retaggio del passato, quando lo straniero, l’immigrato, la persona con la pelle diversa dalla nostra, il fedele di una religione a noi estranea era relegato ai margini della società civile, se non addirittura escluso. Impariamo ad attribuire a queste persone il posto che si meritano e a trattarle come si conviene, ovvero come persone. Questi sono i valori di oggi per la Lugano di domani: rispetto, tolleranza, integrazione.

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