Le ambasciate di Stati Uniti, Francia e Regno Unito avvisano i propri cittadini di evitare le aree delle proteste a Pristina, dove la polizia blinderà la capitale in attesa della sentenza per l'ex presidente e altri tre ex comandanti dell'UCK.
Quando all'Aja, intorno alle 10 di domani, i giudici delle Camere specializzate per il Kosovo (Ksc) pronunceranno il verdetto per l'ex presidente kosovaro Hashim Thaci e altri tre ex comandanti dell'UCK accusati di crimini di guerra, a Pristina ci saranno dimostrazioni, dall'esito imprevedibile, qualunque sia la sentenza.
Per questo, dopo che lo ha fatto ieri sera l'Ambasciata degli Stati Uniti, oggi anche quelle di Francia e Regno Unito hanno diramato avvisi ai propri concittadini e al proprio personale di evitare le zone delle manifestazioni.
"Queste manifestazioni potrebbero causare grandi assembramenti, chiusure stradali e gravi disagi alla circolazione. Si consiglia di limitare gli spostamenti alle immediate vicinanze della propria abitazione e di evitare di recarsi al lavoro o a scuola qualora il percorso attraversi le aree interessate, poiché potrebbe non essere possibile completare il tragitto in tempi brevi", si legge nell'avviso diramato dall'ambasciata Usa.
Al personale dell'Ambasciata viene raccomandato di evitare spostamenti non necessari in prossimità delle manifestazioni e di non mandare i figli a scuola il 16 settembre, a causa dei previsti disagi al traffico. "L'Ambasciata rimarrà aperta e verranno erogati servizi consolari limitati, in base alle necessità", recita ancora la nota dell'ambasciata, citata da Kosovo Online.
La polizia del Kosovo per domani blinderà la capitale, con ingenti schieramenti di agenti nel centro e nei punti nevralgici. In considerazione anche del fatto che la lettura della sentenza verrà seguita in diretta su maxischermo nella centrale Piazza Scanderbeg.
Una eventuale condanna per Thaci e gli altri tre comandanti dell'UCK - che rischiano 45 anni di carcere ciascuno - avrebbe ripercussioni serie in Kosovo, dove da settimane si attende la sentenza con richieste di "liberare gli eroi".