Il principale partito di opposizione contesta la legittimità dell'Assemblea che ha votato il nuovo esecutivo, paventando una nuova crisi politica e l'ipotesi di elezioni anticipate.
Il principale partito di opposizione in Kosovo, il Partito Democratico (PDK), erede politico della milizia indipendentista UCK, ha chiesto alla Corte Costituzionale di Pristina di verificare la legittimità della fiducia votata domenica scorsa al nuovo governo guidato per la quarta volta da Albin Kurti, sostenendo che sia stato votato da un'Assemblea costituita in violazione della Costituzione.
La fiducia è stata votata dopo che l'Assemblea era stata dichiarata pienamente costituita dalla speaker Albulena Haxhiu, dello stesso partito Vetëvendosje (LVV) di Kurti, essendo stata eletta la carica di presidente (la sua) e di quattro dei cinque vicepresidenti previsti. Ne mancava uno perché il PDK, al quale sarebbe toccato il quinto vicepresidente, ha ritirato la candidatura di Vlora Çitaku e disertato la seduta, in segno di protesta contro Kurti. Due deputati del PDK oggi hanno presentato ricorso alla Corte, contestando che un Parlamento "incostituzionale", insediatosi con un mese di ritardo sui tempi previsti dalla Costituzione (il termine stabilito era il 7 agosto) e senza uno dei cinque vicepresidenti prescritti non avrebbe avuto l'autorità di votare la fiducia.
La mossa potrebbe generare una nuova impasse politico-istituzionale, con il nodo ancora non sciolto dell'elezione parlamentare del presidente della Repubblica, carica vacante da aprile, in un Paese in cui monta la tensione nell'imminenza della sentenza di domani delle Camere specializzate all'Aia per l'ex presidente della Repubblica Hashim Thaçi e di altri tre ex comandanti dell'UCK, che rischiano il carcere per crimini di guerra e contro l'umanità. Secondo molti osservatori, il PDK punterebbe in realtà a nuove elezioni, nella speranza-prospettiva di poter contare su Thaçi, se pienamente legittimato da un'assoluzione e una scarcerazione all'Aia.
Anche gli altri partiti, incluso l'LVV di Kurti, forse non vedrebbero male nuove elezioni entro la fine dell'anno (sarebbero le quarte in due anni), nella speranza di poter raccogliere voti dalla diaspora, che solitamente torna in Kosovo per le feste di fine anno. Anche se Kurti dichiara che un ennesimo ritorno alle urne sarebbe "imperdonabile".