Giappone, il ministro della Difesa non esclude l'acquisizione di sottomarini nucleari
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Giappone, il ministro della Difesa non esclude l'acquisizione di sottomarini nucleari

L'opzione è sul tavolo per la revisione dei documenti di sicurezza, tra vantaggi strategici, limiti tecnici e un delicato dibattito politico interno.

13 settembre 2026
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Il ministro della Difesa giapponese, Shinjiro Koizumi, non esclude l'acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa nel fine settimana a Tokyo, precisando che l'opzione resterà sul tavolo delle discussioni nell'ambito della revisione dei tre documenti sulla sicurezza prevista entro l'anno. "Procederemo con il dibattito e non la escluderemo come opzione", ha affermato. Koizumi, tra i ministri del governo conservatore guidato da Sanae Takaichi più intransigenti verso la Cina - il cui espansionismo è considerato una minaccia nella regione - ha ricordato i vantaggi dei sottomarini nucleari: possono navigare in immersione a lungo e sono diverse volte più veloci di quelli a propulsione convenzionale. Ha però citato anche i limiti: il reattore nucleare li rende meno silenziosi, i costi di costruzione sono elevati, gli scafi molto grandi e serve personale con competenze tecniche specialistiche per la manutenzione.

Il tema rientra nella revisione dei tre documenti strategici giapponesi, attesa entro fine anno, in un contesto di crescente pressione regionale e di rafforzamento della deterrenza. Nei giorni scorsi un funzionario della Marina statunitense, in un'intervista al Yomiuri Shimbun aveva espresso una valutazione positiva sull'ipotesi che Tokyo acquisisca sottomarini a propulsione nucleare, mentre a giugno il Partito dell'Innovazione del Giappone (Jip), alleato della premier Takaichi nella coalizione di governo, aveva chiesto esplicitamente l'introduzione di questi mezzi in una proposta all'esecutivo sulla revisione dei documenti.

Koizumi è considerato uno dei principali interlocutori in Asia del segretario alla Difesa americano, in un momento in cui l'asse Washington-Tokyo-Pechino resta sotto osservazione. La sua apertura sui sottomarini nucleari, secondo gli analisti, apre anche un dibattito politico delicato nel Paese, segnato dalla memoria degli attacchi atomici e dai vincoli del pacifismo costituzionale.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni