La misura, decisa dal Consiglio dei ministri presieduto da Abdelmadjid Tebboune, pone fine alla sospensione delle esecuzioni in vigore dal 1993.
L'Algeria si appresta a riprendere l'esecuzione della pena di morte, sospesa dal 1993, estendendone l'applicazione anche ai responsabili del rapimento e dell'uccisione di minori, oltre ai piromani. A riferirlo è un comunicato della presidenza. La decisione è stata presa ieri sera al termine di una riunione del Consiglio dei ministri, presieduta dal capo dello Stato Abdelmadjid Tebboune. Secondo quanto riferito nel comunicato, Tebboune ha ordinato che le modifiche al progetto di legge, oltre alle sue precedenti direttive, prevedano l'esecuzione della pena di morte nei due casi seguenti: "I piromani e gli organizzatori di incendi dolosi" e "i rapitori di minori e coloro che li sottopongono a sevizie". La misura arriva alcune settimane dopo l'annuncio delle autorità algerine di voler riprendere l'esecuzione della pena capitale nei confronti dei responsabili degli incendi dolosi. In Algeria la pena di morte continua a essere pronunciata dai tribunali in diversi casi, ma la sua esecuzione è sospesa dal 1993. Il ripristino segna un cambiamento significativo nella politica giudiziaria del paese.