Il consigliere di Zelensky rivela l'obiettivo di colpire fabbriche e raffinerie, e di ostacolare l'aviazione civile. Preoccupazione per la carenza di missili Patriot.
Uno degli obiettivi militari fissati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky su cui lavorano gli apparati del paese è di arrivare a poter lanciare "1000 droni a notte" per raid contro obiettivi in Russia, rispetto all'attuale ritmo di circa 300: è quanto spiegato da Serhii Beskrestnov, consigliere per le tecnologie della difesa del leader di Kiev, in dichiarazioni riportate dal quotidiano britannico The Guardian.
L'Ucraina "attaccherà sempre di più in Russia con raid in profondità", ha sostenuto Beskrestnov, spiegando che gli obiettivi presi di mira sono di solito fabbriche, magazzini e raffinerie. "Il nostro presidente ci ha dato l'obiettivo di aumentare il numero degli attacchi a 1000 al giorno", ha precisato. Aggiungendo che una delle modalità adottate per creare problemi alla Russia è la campagna di azioni volte a ostacolare le attività dell'aviazione civile nel paese, sempre attraverso droni. "Penso che sia molto semplice: non è necessario per noi attaccare un aeroporto, è sufficiente che voliamo nei pressi dell'aeroporto e l'aeroporto verrà chiuso", ha spiegato.
Il consigliere di Zelensky ha anche spiegato quale è una delle principali preoccupazioni attuali del presidente ucraino: l'insufficienza di missili intercettori Patriot disponibili per la difesa aerea. A tal riguardo, ha detto di "non essere sicuro" che Kiev potrà ottenere da altri paesi le quantità necessarie di questo tipo di arma per poter evitare problemi seri.
Beskrestnov si dice inoltre convinto che tra Ucraina e Russia "nessuno uscirà vincitore". Perché entrambi i paesi "avranno economie e infrastrutture distrutte. Il che è stupido". "Dovremmo fermare questa guerra. Abbiamo proposto alla Russia di fermarla, ma la Russia non vuole fermarsi", ha aggiunto.