Farage liquida le accuse sui fondi illeciti come 'chiacchiere da pub' dopo l'inchiesta giornalistica
Estero

Farage liquida le accuse sui fondi illeciti come 'chiacchiere da pub' dopo l'inchiesta giornalistica

Il leader di Reform UK accusa il collettivo giornalistico Verbatim di malafede e sospende due stretti collaboratori coinvolti in un'inchiesta-trappola.

4 settembre 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

"Chiacchiere da pub": così Nigel Farage, leader trumpiano della destra anti immigrazione britannica, ha liquidato stasera ai media, in una dichiarazione rilasciata a conclusione della giornata clou del congresso di Birmingham del suo partito, Reform Uk, i video emersi in un'inchiesta giornalistica-trappola in cui due suoi stretti collaboratori appaiono approvare trame di (fittizie) donazioni politiche illecite dall'estero di provenienza Usa.

Farage è tornato quindi a denunciare l'asserita inattendibilità e malafede del collettivo giornalistico Verbatim, promotore di un'inchiesta sotto copertura su Reform durata a suo dire "oltre un anno", accusandolo di essere stato già contestato dal Congresso americano per la presunta "manipolazione" di precedenti filmati. Ha tuttavia ammesso che i due collaboratori coinvolti nelle registrazioni, James Orr e Dan Jukes, costretti entrambi a farsi da parte in attesa degli esiti di "un'inchiesta interna" al partito sulla vicenda, sono stati "come minimo sventati".

Nel contempo ha insistito a negare che qualunque donazione illegale sia stata effettivamente versata nelle casse di Reform o che qualunque legge sia stata violata. Mentre ha sostenuto che il video in cui lui stesso compare in prima persona, in compagnia dei collaboratori e dei giornalisti travestiti da donatori, non proverebbe nulla a suo carico: "Mi sono limitato a chiedere se le offerte di donazioni fossero legittime e poi ho ringraziato", ha tagliato corto, rifiutandosi di rispondere a domande dei giornalisti sui dettagli.

Jukes e Orr sono stati ritenuti finora personaggi chiave dello staff di Farage. Il primo nei panni di portavoce e addetto alla comunicazione, il secondo in quelli di consigliere politico, oltre che di 'ideologo' coinvolto secondo i media in passato in progetti chiacchierati come il sostegno a teorie "eugenetiche sulla razza" accanto a figure quali Peter Thiel, miliardario del colosso tech americano Palantir, o come l'accademico Nathan Cofnas, promotore negli ultimi mesi anche delle accuse di plagio al sociologo Jason Arday, il più giovane professore nero mai approdato a una cattedra all'università di Cambridge, sfociate in una controversa campagna di stampa, nelle dimissioni di Arday dall'ateneo e infine nel suo presunto recente suicidio a Londra.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni