Estero

Crisi di Ceuta un rapporto dell'intelligence spagnola accusa il Marocco di averla pianificata

Il documento del Cenif, anticipato da El Espanol, descrive gli arrivi di 80mila persone come 'operazione pianificata' con agenti marocchini coinvolti, smentendo la versione ufficiale di Madrid.

2 settembre 2026
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È un rapporto di 55 pagine del Centro nazionale per l'Immigrazione e le Frontiere (Cenif), consegnato all'Audiencia Nacional, a riaccendere la bufera a Madrid sulla crisi di Ceuta e i riflettori sulla gestione del governo di Pedro Sanchez dell'emergenza.

Secondo quanto anticipato dall'online El Espanol, il documento dell'intelligence della polizia dell'immigrazione descriverebbe gli arrivi in massa di 80mila persone fra il 30 e il 31 luglio come "un'operazione pianificata", con l'obiettivo di "far collassare il sistema di controllo frontaliero e ridurre la capacità di risposta della Spagna". L'operazione, secondo il quotidiano di destra, sarebbe stata "guidata da agenti marocchini sul terreno". Stando al quotidiano El Pais, il report, che analizza immagini, fotografie e messaggi sui social, parla di "permissività" delle forze di sicurezza marocchine durante l'ondata migratoria. E conclude che gli agenti di Rabat parteciparono agli arrivi in massa "guidando l'attraversamento in acqua" di migliaia di persone.

Una ricostruzione in rotta di collisione con la versione ufficiale. Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, dopo aver appreso dalla stampa del documento, ha chiesto al direttore generale della polizia, Francisco Pardo Piqueras, di sapere "con la massima brevità" se quanto pubblicato fosse vero. E, soprattutto, da quanto tempo la polizia fosse a conoscenza di quelle informazioni "assolutamente essenziali" per il governo. Marlaska ha sempre negato che i servizi di intelligence avessero informato, nei giorni precedenti, che si preparava nell'exclave un'ondata migratoria di tali dimensioni.

Nella risposta, il capo della polizia nazionale Pardo Piqueras ha assicurato che il rapporto non attribuisce al Marocco "la pianificazione o esecuzione" della crisi. E ha riferito che la giudice Maria Tardon dell'Audiencia Nacional, che coordina l'inchiesta, aveva ordinato agli investigatori di non informare i superiori dell'elaborazione e il contenuto del dossier.

Ma l'apparente contraddizione è bastata a scatenare la bufera politica, peraltro mai sopita. Solo lunedì, in un'intervista alla Cadena Ser, al rientro dalle ferie, Pedro Sanchez aveva puntato il dito su "reti russe e israeliane e un'internazionale dell'ultradestra", per aver diffuso fake news sui social che avrebbero spinto i migranti a Ceuta. Precisando, tuttavia, che "si continua ad indagare", ma escludendo di avere informazioni su un seppur "minimo dubbio" di un possibile coinvolgimento di Rabat, di cui ha elogiato la collaborazione.

La posta in gioco va oltre la gestione dell'emergenza migratoria: se l'ipotesi di una partecipazione attiva di Rabat fosse confermata, la crisi nell'exclave assumerebbe una dimensione di difesa della sicurezza nazionale, con conseguenze imprevedibili sui rapporti fra Spagna e Marocco, partner strategico per Madrid su immigrazione e frontiere. Ma che non ha mai smesso di rivendicare la sovranità su Ceuta.

"La nostra frontiera, la nostra integrità territoriale è nelle mani del Marocco", ha ammonito il presidente della città autonoma, Juan Jesus Vivas, nel discorso istituzionale per il Giorno di Ceuta, che quest'anno assume una dimensione di "difesa nazionale" dell'exclave, con manifestazioni indette dalla Federazione spagnola dei Comuni e delle Province - guidata dal Partito Popolare - in tutto il Paese. "Ormai nessuno dubita che ciò che è accaduto non sia una crisi migratoria, ma una questione che riguarda la sicurezza nazionale", ha aggiunto.

Molto più duro il leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo, che accusa Sanchez di "aver saputo e nascosto" gli avvertimenti e chiede di richiamare l'ambasciatore spagnolo a Rabat. Per Feijoo, nonostante la smentita istituzionale, "l'operazione è partita dal Marocco ed è stata protetta e coordinata da Rabat".

"Sanchez è al servizio come lacchè del governo di Rabat", ha fatto eco il leader di Vox, Santiago Abascal, partecipando alla manifestazione a Madrid di solidarietà all'exclave, che ha riunito in serata migliaia di persone al grido di "Ceuta è Spagna" e "Ceuta non si vende, si difende".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni