Pechino e Il Cairo siglano una dichiarazione congiunta per sostenere i paesi emergenti e intensificare la lotta alla criminalità transnazionale e al terrorismo.
Negli organismi internazionali e nelle sedi multilaterali occorre "dare voce ai paesi in via di sviluppo, sostenere il loro diritto a partecipare in modo equo e imparziale alle decisioni economiche e politiche internazionali e adoperarsi per rafforzare il ruolo dei mercati emergenti": è uno dei tanti capitoli della dichiarazione congiunta siglata dal presidente cinese Xi Jinping e da quello egiziano Abdel Fattah Al Sisi al Cairo.
Ne è un esempio - dicono - il partenariato strategico globale tra l'Egitto e la Cina, definito "un modello di cooperazione tra i principali Paesi in via di sviluppo, basato sul rispetto reciproco, sulla non ingerenza negli affari interni, sul mutuo vantaggio, sullo sviluppo comune e sulla solidarietà", in grado di condurre "il sistema internazionale verso una maggiore giustizia ed equità".
In questo contesto i due Paesi, che siedono fianco a fianco all'Onu, nei Brics, nel G20 e nella Cooperazione di Shanghai, hanno convenuto di rafforzare anche la cooperazione "in materia di polizia e sicurezza, di unire le forze nella lotta alla criminalità transnazionale, di accelerare le consultazioni per la firma di un trattato di estradizione, di intensificare la comunicazione e la cooperazione nella lotta al terrorismo e di fornirsi reciprocamente un sostegno incondizionato nei rispettivi sforzi antiterrorismo", rifiutando "doppi standard" e rifiutandosi "di dare rifugio o sostegno a gruppi terroristici con qualsiasi pretesto".