Dalla dichiarazione di Wicklow, i Ventisette ribadiscono l'impegno per un ordine internazionale basato sulle regole, sostenendo le riforme dell'ONU e la regolamentazione del diritto di veto.
L'Unione europea (Ue) e i suoi Stati membri ribadiscono "il fermo impegno e l'interesse fondamentale per un multilateralismo efficace, rinnovato e rafforzato, fondato sul diritto internazionale e sui principi e scopi universali della Carta delle Nazioni Unite". È quanto si legge in una dichiarazione diffusa oggi a Wicklow, in Irlanda.
"In un momento di crescenti tensioni geopolitiche, di crescente contesa e di gravi violazioni del diritto internazionale", l'Ue sottolinea che "un ordine internazionale basato sulle regole e un sistema multilaterale con le Nazioni Unite al centro rimangono il quadro globale essenziale" per garantire sovranità, integrità territoriale, soluzione pacifica delle controversie e responsabilità.
Nel documento viene tra l'altro riconosciuta "l'importanza dell'iniziativa franco-messicana per regolamentare l'uso del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in caso di atrocità di massa".
I Ventisette sostengono la riforma del sistema multilaterale perché resti "efficace, inclusivo, rappresentativo, responsabile, economicamente efficiente e reattivo" e confermano l'appoggio al processo di riforma dell'Onu, "compresa e al di là dell'iniziativa UN80".
L'Ue chiede inoltre per le Nazioni Unite "un finanziamento adeguato, sostenibile e prevedibile" e ricorda che "il pagamento integrale e puntuale dei contributi previsti è un obbligo legale sancito dalla Carta delle Nazioni Unite". Nella dichiarazione viene riaffermato anche il sostegno a "un pilastro delle Nazioni Unite per i diritti umani solido, efficace e indipendente" e alla tutela delle istituzioni chiamate a garantire il rispetto del diritto internazionale.
L'Ue riconosce "il ruolo essenziale della Corte internazionale di giustizia" e "il contributo cruciale della Cpi per porre fine all'impunità per i crimini più gravi", sottolineando la necessità di preservarne indipendenza e imparzialità "libere da pressioni, intimidazioni o interferenze".