Scontri fra migranti si sono verificati questa mattina Ceuta, nel quartiere di Loma Colmenar, dopo l'ingresso di centinaia di persone di origini magrebine, rimaste accampate in strada nelle ultime settimane, in una tensostruttura di accoglienza allestita dal governo.
Secondo fonti della polizia, l'incidente è stato provocato dall'afflusso in massa di migranti che hanno scavalcato la fila di quanti erano già in attesa di entrare. La polizia è intervenuta con un ampio dispiegamento di forze, e gli agenti hanno sparato in aria colpi di arma da fuoco a scopo dissuasivo. Successivamente, gli agenti sono intervenuti per sgomberare l'area.
Secondo quanto riferito da Rafael Garcia, presidente dell'associazione del quartiere Loma Colmenar, lo scontro fra migranti è iniziato alle 8 del mattino, provocato dall'arrivo di persone provenienti da altre zone di Ceuta.
"Si è verificato un effetto richiamo da altri punti e il caos ha preso il sopravvento: al posto dell'ordine della fila" dei migranti che aspettavano di entrare nella struttura di accoglienza temporanea, "ha prevalso la legge del più forte", ha spiegato citato dall'agenzia Europa Press. La polizia è perciò intervenuta esplodendo alcuni colpi di arma da fuoco in aria per disperdere la ressa e fermare gli scontri.
Le forze dell'ordine hanno inoltre sgomberato l'accampamento allestito da centinaia di migranti accanto al centro di Loma Colmenar, predisposto per accogliere parte delle persone entrate illegalmente nell'exclave il 30 e il 31 luglio e rimaste in strada.
Secondo l'associazione di quartiere, circa 800 persone sono state fatte entrare nella struttura di accoglienza provvisoria, mentre le altre sono state disperse verso altre strutture temporanee.
Il presidente Pedro Sanchez, in un'intervista radiofonica, ha indicato oggi in 3.322 i posti di emergenza allestiti a Ceuta da fine luglio, a fronte dei 500 disponibili per l'accoglienza di migranti nella città autonoma.
Fra questi, quelli allestiti nel quartiere di Loma Colmenar (1.200), a Loma Margarita (1.300), fra i 500 e i 600 nell'ampliamento del Centro di Soggiorno temporaneo di Immigrati (Ceti) e quelli destinati a donne e bambine migranti non accompagnate nel quartiere Hipica (oltre 320).
Il premier ha segnalato che "a breve" saranno disponibili in totale 6mila i posti "per accogliere i migranti che sono rimasti dopo questa situazione complessa e difficile" provocata dall'ondata migratoria, aggiungendo che la maggior parte delle persone entrate a Ceuta "lo ha fatto per motivi economici, non per ragioni umanitarie".