La 40ª Conferenza internazionale antidroga a Buenos Aires evidenzia 4.000 tonnellate prodotte annualmente e il ruolo crescente di Brasile, Colombia, Bolivia e Perù.
Con 4.000 tonnellate prodotte all'anno, il Sud America rimane l'epicentro del traffico internazionale di cocaina, mentre il Brasile è al primo posto nella lista dei porti di origine. È quanto emerso nel corso dei lavori della 40ª Conferenza internazionale sulla lotta al narcotraffico, organizzata dall'agenzia antidroga statunitense DEA e in corso di svolgimento a porte chiuse a Buenos Aires, senza la partecipazione degli organi di stampa. Lo ha riferito la ministra della Sicurezza dell'Argentina, Alejandra Monteoliva, nel corso di un'intervista rilasciata all'emittente radio Mitre, in cui ha sottolineato inoltre che "la Colombia produce ora cinque volte più cocaina rispetto a dieci anni fa" e che "anche la produzione in Bolivia e Perù è aumentata, mentre l'Argentina rimane un paese di transito, non un produttore".
Monteoliva ha affermato che la realizzazione della conferenza in Argentina, con la partecipazione del capo della DEA, Terry Cole, rappresenta un momento "storico" e "un voto di fiducia molto importante per il nostro Paese".
L'incontro, secondo quanto si legge sul sito web della DEA, "è il più grande incontro internazionale di alti funzionari antidroga" con quasi 500 rappresentanti e delegati provenienti da 110 paesi.