I ministri degli Esteri egiziano e britannico condannano le affermazioni di Ben Gvir, ritenute contrarie al diritto internazionale. Il Cairo ribadisce il rifiuto degli insediamenti e discute di Iran e Sudan.
Una ferma condanna delle dichiarazioni del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir, che nei giorni scorsi ha incitato all'uccisione quotidiana di decine di palestinesi nella Striscia di Gaza, è giunta dal ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e da quello britannico per il Medio Oriente Stephen Doughty, in questi giorni in visita al Cairo, secondo quanto riporta una nota egiziana.
Abdelatty, durante l'incontro, ha affermato che "tali dichiarazioni incendiarie e riprovevoli sono totalmente contrarie ai principi del diritto internazionale e ai valori umanitari, alimentano le tensioni e minano gli sforzi per stabilire la pace e la stabilità nella regione".
Ha quindi ribadito il sostegno dell'Egitto al piano di pace del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Riferendosi poi alla Cisgiordania, ha detto di "respingere categoricamente la politica espansionistica di insediamenti israeliani, l'escalation della violenza dei coloni e le confische di terre", sottolineando "la necessità di una ferma posizione internazionale contro queste pratiche illegali e di prevenire un ulteriore deterioramento della situazione, nonché l'importanza di sostenere l'Autorità Palestinese".
I due ministri hanno discusso anche delle altre crisi regionali e delle relazioni bilaterali, rispetto alle quali l'Egitto chiede più spazio per le proprie esportazioni.
Riguardo all'Iran, il ministro egiziano ha ribadito la volontà di alimentare i canali diplomatici, rafforzare il dialogo, proseguire gli sforzi di mediazione e di evitare un'escalation militare, garantendo nel contempo la sicurezza e la libertà della navigazione internazionale. Si è parlato anche del Sudan su cui Il Cairo ribadisce la sua "posizione irremovibile" a sostegno dell'unità, dell'integrità territoriale e delle istituzioni nazionali del Paese.