Il gruppo ZeroBytes rivendica il furto di 346 milioni di linee di dati, tra cui contatti personali e email. Il Ministero dell'Educazione indaga sulla portata dell'attacco.
I pirati informatici che hanno rivendicato il furto di dati di contribuenti dai centri del fisco francese sostengono anche di aver messo le mani su dati personali di milioni di studenti francesi e decine di migliaia di loro insegnanti.
In un messaggio apparso su un forum, i "pirati" - che si sono gi00 presentati confermando l'azione contro i dati fiscali come un binomio denominato ZeroBytes - assicurano di essere riusciti ad appropriarsi di "346 milioni di linee" di dati, in un messaggio postato ieri.
Rivendicano inoltre di essere in possesso di numeri di telefono, indirizzi email e recapiti personali, risalenti talvolta fino ai primi anni Duemila. Il ministero dell'Educazione nazionale aveva gi00 annunciato, il 31 luglio, "l'intrusione fraudolenta" di cui affermava di essere stato vittima nella notte del 25 luglio e "l'esfiltrazione di dati a carattere personale che ne 00 potuta conseguire".
In quell'occasione cit00 dati di "dipendenti del ministero che hanno esercitato in ambito accademico dal 2001" senza quantificare le vittime. Oggi aggiunge che da fine luglio "tutti i dipendenti che potrebbero essere stati coinvolti sono stati informati individualmente. Pubblicazioni di ieri - aggiunge il ministero - parlano della diffusione di questi dati e rivendicano il possesso di dati relativi a studenti. Proseguiamo le perizie tecniche per stabilire la natura esatta e la quantit00 dei dati rubati".