L'ambasciatore israeliano negli USA avverte che un'interruzione dei negoziati dopo gli attacchi Idf nel sud del Libano favorirebbe Hezbollah.
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, mette in guardia il governo libanese dal ritirarsi dai colloqui con Israele dopo l'ondata di attacchi dell'Idf nel sud del Libano. "Se Beirut utilizzasse questo incidente come pretesto per ritardare o interrompere i colloqui di pace, consegnerà una vittoria tattica ai nemici della pace. Far deragliare i colloqui è precisamente ciò che Hezbollah sta cercando di ottenere", ha scritto Leiter su X. Ansa.it.
"I raid israeliani contro Hezbollah dovrebbero rilanciare i negoziati e renderli molto più seri, non produrre l'effetto contrario", ha detto all'Afp il portavoce del premier Benjamin Netanyahu, Doron Spielman, sottolineando che Israele e Libano hanno un nemico comune.
Nel condannare gli attacchi, il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che questi rappresentano un "messaggio chiaro" sui negoziati tra i due Paesi, senza tuttavia minacciarne espressamente l'uscita.
Intanto, in una nota, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) ha dichiarato che «poco tempo fa, durante un'operazione dell'Idf nell'area della Linea Gialla nel sud della Striscia di Gaza, un carro armato è passato sopra un ordigno esplosivo piazzato da Hamas. Non si sono registrati feriti tra le truppe».
Il portavoce ha riferito anche, in un episodio separato, di soldati che «hanno identificato due terroristi che avevano oltrepassato la Linea Gialla nel tentativo di sabotare le armi delle truppe, avvicinandosi in modo minaccioso. Dopo l'identificazione, i soldati hanno risposto al fuoco per neutralizzare la minaccia, eliminando i terroristi».