Estero

Mosca avverte USA e Turchia L'invio di armi a Kiev compromette la fiducia

La portavoce Zakharova chiede chiarimenti su presunti piani di fornitura, sottolineando il danno alle relazioni bilaterali e l'inefficacia sul conflitto.

15 agosto 2026
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"I tentativi di utilizzare una retorica di pace mentre si forniscono armi ai nazisti ucraini minano inevitabilmente la fiducia reciproca, soprattutto alla luce delle ripetute rassicurazioni dei funzionari turchi sul fatto che la Turchia eviterà di fornire aiuti letali a Kiev". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass, nel chiedere chiarimenti a Stati Uniti e Turchia in merito alle notizie sui piani di fornitura di armi all'Ucraina.

"Il ministero degli Esteri russo ha richiesto chiarimenti a Washington e Ankara in merito alle informazioni diffuse dal Congresso degli Stati Uniti", ha dichiarato la portavoce.

"Non è ancora troppo tardi per valutare con lucidità la situazione", ha aggiunto, sottolineando che "fornire ulteriori armamenti alla giunta di Zelensky non potrà avere alcun impatto significativo sul corso dell'operazione militare speciale, che si sta svolgendo secondo lo scenario auspicato dalla Russia", ma arrecherà "un grave danno alle nostre relazioni bilaterali con Washington e Ankara".

Intanto, il presidente Usa Donald Trump in un post su Truth, a descrizione di una foto scattata accanto al leader nordcoreano al villaggio della tregua di Panmunjom, scrive: "Nonostante l'espressione poco amichevole in questa particolare foto, ce ne sono molte in cui sorridiamo: io e Kim Jong-un andiamo d'accordissimo!".

Il 30 giugno del 2019, il presidente americano, durante il suo primo mandato, incontrò Kim, nell'ambito degli sforzi per riavviare il negoziato per chiudere le ambizioni nucleari di Pyongyang. Nel corso di questo storico incontro, Trump è diventato il primo presidente americano in carica ad attraversare la linea di demarcazione militare e a mettere piede sul suolo nordcoreano.

A dispetto dei vari incontri avuti tra il 2018 e il 2019, a partire dai summit dei due leader a Singapore e Vietnam, i negoziati tra Usa e Corea del Nord finirono in un nulla di fatto. Tornato alla Casa Bianca nel 2025, il tycoon non ha avuto più l'occasione di incontrare Kim e, pur dicendo di vantare un'ottima relazione personale con lui, il dialogo tra Washington e Pyongyang non è ancora ripartito.

Dal canto loro, gli Stati Uniti starebbero intensificando la pressione sul governo lituano perché il Paese baltico lasci la Corte penale internazionale (Cpi) nell'ambito di una campagna volta a ottenere il ritiro dalla Cpi di tutti gli Stati sul cui territorio sono di stanza truppe americane. Lo comunica il portale della televisione di Stato lituana, Lrt, citando fonti riservate.

Secondo le fonti citate, gli Stati Uniti non avrebbero tuttavia minacciato di ritirare le proprie truppe qualora Vilnius non accettasse.

Negli ultimi anni, la Lituania ha ripetutamente sostenuto l'operato della Cpi con particolare riguardo alla necessità di vedere riconosciuti e puniti a livello internazionale i crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni