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Francia: Bocciato il divieto social per gli under 15, 'limita libertà'

La misura voluta da Macron, che vietava l'accesso a piattaforme come TikTok e Instagram, è stata giudicata una 'limitazione sproporzionata' della libertà di espressione.

14 agosto 2026
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Il Consiglio Costituzionale francese ha respinto il divieto di utilizzo dei social network per i minori di 15 anni. La misura, fortemente sostenuta dal presidente Emmanuel Macron, è stata considerata una "limitazione sproporzionata" della libertà di espressione.

I giudici costituzionali hanno stabilito che l'articolo 1 della legge, finalizzata a proteggere i minori dai rischi legati all'uso dei social network, comporta una restrizione alla libertà di espressione e comunicazione degli under 15 che "non è adeguata, necessaria e proporzionata".

Essendo stato chiamato a pronunciarsi esclusivamente sull'articolo 1, il Consiglio Costituzionale non si è espresso sul divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre, anch'esso previsto dalla stessa legge.

La massima istituzione giurisdizionale dell'Esagono era stata interpellata a fine luglio da un gruppo di deputati socialisti e de La France Insoumise proprio sull'articolo 1 della legge, che mirava a tutelare i minorenni dall'influenza e dai fenomeni di dipendenza dai social.

Pur riconoscendo "l'esigenza costituzionale di tutela del superiore interesse del minore", i giudici hanno sottolineato che questo divieto molto ampio "può applicarsi a servizi di comunicazione online per i quali non è stato dimostrato che sussistano rischi per la salute e la sicurezza dei minori".

Il provvedimento mirava a vietare agli under 15 l'accesso a social network come TikTok, Snapchat, X e Instagram, ma anche a funzionalità social (canali di condivisione, commenti) di siti molto popolari come YouTube, alle app di messaggistica (WhatsApp, Messenger) e ad app di alcuni videogiochi online.

Il divieto previsto dall'articolo 1 della legge, approvata il 21 luglio, avrebbe dovuto applicarsi dopo l'estate, con la ripresa delle lezioni il primo settembre, per i nuovi account. Per gli account già esistenti, il divieto sarebbe entrato in vigore il primo gennaio 2027. Il presidente francese Emmanuel Macron aveva fatto di questa misura uno dei suoi principali obiettivi e aveva ipotizzato la chiusura degli account già a settembre 2026.

La decisione del Consiglio Costituzionale rappresenta quindi una battuta d'arresto per il capo dello Stato.

Il Consiglio ha sostenuto, in particolare, che le eccezioni previste al principio del divieto fossero troppo limitate. Riguardavano soltanto le enciclopedie collaborative, come Wikipedia, i siti open source – nei quali il codice è accessibile a tutti – e i siti di carattere scolastico o universitario. La decisione comunque lascia aperta la possibilità di una modifica al provvedimento, introducendo ulteriori eccezioni al divieto.

Macron, appresa la decisione, ha incaricato il premier, Sébastien Lecornu, di procedere a una nuova redazione della legge per arrivare a una soluzione "entro la primavera 2027", come comunicato dall'Eliseo.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni