Estero

Sopravvissuti di Hiroshima chiedono rinnovato impegno del Giappone contro le armi nucleari

Nihon Hidankyo, Premio Nobel per la Pace 2024, chiede la ratifica del Trattato di proibizione e contesta la revisione dei tre principi antinucleari

10 agosto 2026
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A pochi giorni dalla commemorazione degli anniversari di Hiroshima e Nagasaki, Nihon Hidankyo, l'organizzazione dei sopravvissuti alle bombe atomiche, Premio Nobel per la Pace 2024, rinnova il proprio impegno per un mondo libero da armi nucleari in occasione del 70° anniversario della sua fondazione.

"Sarà ogni cittadino del mondo a costruire una società senza armi nucleari e guerre. Noi continueremo a chiederlo finché saremo in vita", si legge in una nota del gruppo, che ha contribuito a creare uno stigma a livello internazionale sull'uso degli ordigni atomici raccogliendo testimonianze di superstiti in Giappone e all'estero.

Le bombe sganciate dagli Stati Uniti, su Hiroshima il 6 agosto e su Nagasaki il 9 agosto 1945, causarono la morte di circa 214.000 persone. "Le bombe furono sganciate perché c'era una guerra. Non dobbiamo più fare la guerra", ha detto il co-presidente Shigemitsu Tanaka.

Hidankyo, fondata il 10 agosto 1956, ha chiesto al governo di Tokyo di ratificare il Trattato di proibizione delle armi nucleari, denunciando al contempo il tentativo dell'esecutivo della premier Sanae Takaichi di rivedere i tre principi antinucleari - non possedere, non produrre, non introdurre ordigni atomici - senza un dibattito adeguato.

L'appello arriva dopo le polemiche suscitate nei scorsi giorni dal ministro della difesa Shinjiro Koizumi, che ha invitato a discutere "senza alcun tabù" le opzioni nucleari, in risposta al riarmo in atto in Europa sulla scia del conflitto in Ucraina. Secondo Masao Tomonaga della Nagasaki Hibakusha Friendship Association, "Fare simili affermazioni mentre le norme internazionali si indeboliscono rivela una comprensione superficiale".

In un duro editoriale, il quotidiano Mainichi accusa Koizumi di aver "calpestato" i principi antinucleari con dichiarazioni "sconsiderate", capaci di alimentare diffidenza su Tokyo sul fronte internazionale. Il giornale progressista critica anche l'ambiguità di Takaichi, che il 6 agosto nel suo discorso a Hiroshima non ha confermato il mantenimento dei tre principi, definendo la loro eventuale revisione un tradimento della vocazione pacifista del Giappone e un chiaro affronto ai superstiti.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni