Poi si spara. Oltre 30 feriti, nove gravi. Il premier promette limiti al porto d’armi

I morti sono almeno otto, compreso lo studente sospettato. I feriti 33, nove dei quali "hanno riportato ferite gravi". È un bilancio drammatico quello che emerge da Bangkok, capitale della Thailandia, dove i testimoni raccontano di attimi di terrore e di studenti in fuga. La polizia afferma che a sparare è stato un ragazzino di 14 anni, che frequentava i primi anni delle superiori: prima ha ucciso i nonni, dopo è andato a scuola e ha aperto il fuoco nei corridoi dell'istituto alla periferia di Bangkok uccidendo cinque insegnanti, dicono gli investigatori, secondo cui il presunto assalitore si è poi tolto la vita puntando l'arma verso di sé. È morto dopo in ospedale, afferma il New York Times, che poi aggiunge un elemento che potrebbe far riflettere: qualche mese fa quella stessa pistola l'aveva mostrata su Internet, sostiene la testata americana.
Il delitto ha inevitabilmente riaperto il dibattito sulla legge che regola il porto d'armi nel Paese del sud-est asiatico. Quella con cui è stata compiuta la strage era infatti la pistola del nonno del ragazzino, dicono le autorità: una nove millimetri "regolarmente registrata", in un Paese in cui però si stima che siano in circolazione oltre dieci milioni di armi da fuoco, circa una ogni sette abitanti riporta l'Afp, mentre secondo la Bbc si calcola che in Thailandia possiedano armi oltre sette milioni di persone su una popolazione di 70 milioni e che "più di un milione le detiene senza licenza".
"È un forte monito per la società thailandese affinché riveda seriamente e sistematicamente le misure di controllo sulle armi", ha messo in guardia il leader dell'opposizione Natthaphong Ruengpanyawut. Parole a cui hanno fatto seguito quelle del premier Anutin Charnvirakul che ha promesso una legge per limitare il porto d'armi: "La nuova legge consentirà di portare armi soltanto ai funzionari governativi in servizio", ha dichiarato il primo ministro secondo il Guardian. Ed era stato sempre lui, qualche ora prima, a dichiarare che l'adolescente sospettato dell'aggressione era "sotto stress" per gli studi e che "le sue azioni lasciavano intendere che avesse chiaramente pianificato" l'attacco. Ma in questo terribile delitto sono ancora tante le domande che restano senza risposta.
La polizia ha registrato 26 colpi, mentre altri 34 proiettili sono stati trovati all'interno della scuola, sul luogo del delitto. Un tassista dice alla France Presse di averne sentiti distintamente una decina e di aver poi visto gli studenti correre fuori dall'istituto. "Alcuni non avevano nemmeno le scarpe", racconta. Un'insegnante dice al Guardian di aver capito cosa stesse succedendo quando uno studente è entrato in classe correndo nel pieno della lezione cercando un riparo. Subito dopo ha sentito urlare e ha fatto nascondere i ragazzi sotto i banchi.
Attorno la scuola è transennata, resterà chiusa per una settimana mentre dentro lavorano gli investigatori. Fuori ci sono persone in lacrime e genitori che abbracciano i figli. La polizia scientifica indaga anche nella casa dove sono stati trovati i corpi senza vita dei nonni dell'aggressore e probabilmente analizzerà i computer presenti nell'abitazione. Intanto le autorità esortano a donare il sangue mentre 13 feriti restano al momento ricoverati in ospedale.
Questa è la seconda aggressione armata in una scuola della Thailandia quest'anno dopo quella a febbraio nel sud del Paese in cui un insegnante è morto e uno studente è rimasto ferito, e l'anno scorso cinque persone furono uccise in un mercato di Bangkok, ma l'attacco più sanguinoso risale al 2022, quando un uomo sparò in un asilo uccidendo 37 persone, tra cui 24 piccoli bambini.