Odihr e Assemblea parlamentare denunciano una riduzione della trasparenza: sarà il terzo voto nazionale consecutivo senza osservatori e critiche per votazioni nei territori ucraini occupati
"La decisione della Federazione Russa di non invitare gli osservatori dell'Osce alle prossime elezioni della Duma di Stato è motivo di seria preoccupazione e dimostra ulteriormente un modello di disprezzo per gli impegni assunti da tutti gli Stati partecipanti all'Osce". È quanto dichiara l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Osce (Odihr) insieme all'Assemblea parlamentare dell'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ricorda che il Documento di Copenaghen del 1990 riconosce che la presenza di osservatori internazionali può migliorare il processo elettorale e impegna gli Stati partecipanti a invitare osservatori provenienti da altri Stati partecipanti e da istituzioni e organizzazioni private appropriate. "La decisione di non estendere l'invito a osservare le prossime elezioni della Duma di Stato è profondamente deplorevole, soprattutto perché si inserisce in un modello di mancato rispetto degli impegni assunti da ogni Stato partecipante all'Osce nei confronti dei propri cittadini e della comunità internazionale", ha dichiarato la direttrice dell'Odihr, Maria Telalian. "L'assenza di un'osservazione elettorale internazionale indipendente e imparziale - aggiunge - riduce la trasparenza e la fiducia del pubblico".
La Federazione Russa non aveva invitato gli osservatori dell'Osce né per le elezioni del 2021 né per quelle presidenziali del 2024. Questo sarà dunque il terzo processo elettorale nazionale consecutivo nella Federazione Russa senza osservatori dell'Osce.
"L'osservazione elettorale non è facoltativa, ma è un pilastro del quadro di sicurezza globale dell'Osce e una dimostrazione tangibile dell'impegno di uno Stato a favore di elezioni libere ed eque", dichiara il presidente dell'Assemblea Popolare dell'Osce, Pere Joan Pons.
In particolare, secondo l'Odihr, "l'assenza di osservazione elettorale internazionale desta particolare preoccupazione alla luce della più ampia situazione democratica e dei diritti umani nella Federazione Russa". Dalle ultime elezioni parlamentari, si sottolinea, le modifiche legislative e la loro attuazione hanno imposto ulteriori restrizioni alla partecipazione politica, tra cui l'impedimento alla candidatura di individui designati come "agenti stranieri", un'ulteriore limitazione del finanziamento delle campagne elettorali e la restrizione della possibilità per candidati e partiti politici di nominare rappresentanti nei seggi elettorali. "Questi sviluppi si aggiungono alle restrizioni di lunga data alla libertà di riunione pacifica, di associazione, di espressione e di stampa, nonché alla persecuzione e all'intimidazione di oppositori politici, giornalisti indipendenti, rappresentanti della società civile e altri critici del governo".
Infine, l'Odihr e l'Assemblea parlamentare dell'Osce condannano ancora una volta la decisione della Federazione Russa di organizzare votazioni nei territori ucraini temporaneamente occupati. "I risultati di tali 'elezioni' organizzate dalla Federazione Russa non avranno alcuna validità ai sensi del diritto internazionale. Tali azioni sono contrarie al diritto internazionale e violano la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti", conclude l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell'Osce.