Quattro famiglie del Texas, della Carolina del Nord, del Minnesota e del Tennessee accusano i sistemi di raccomandazione di aver contribuito ai decessi tra luglio 2024 e settembre 2025
Dopo i divieti in vari Paesi del mondo, la pressione giudiziaria sulle grandi piattaforme digitali registra un ulteriore inasprimento negli Stati Uniti. Meta, TikTok, Snap e YouTube sono oggetto di un nuovo procedimento legale avviato dai familiari di quattro adolescenti, che sarebbero morti, stando all'accusa, per l'uso e la sovraesposizione ai servizi telematici.
La causa punta a stabilire la responsabilità legale delle società per la progettazione e la gestione dei contenuti, evidenziando come i sistemi di raccomandazione e i modelli di coinvolgimento continuo possano incidere negativamente sul benessere psicologico dei minori.
Come riporta l'agenzia di stampa statunitense Associated Press (AP), la denuncia è stata presentata a nome di quattro famiglie provenienti dal Texas, dalla Carolina del Nord, dal Minnesota e dal Tennessee, i cui figli sono deceduti in un periodo di quattordici mesi, da luglio 2024 a settembre 2025. Al centro del contenzioso figurano le caratteristiche strutturali delle reti sociali, che sarebbero state concepite con l'intento di massimizzare il tempo di permanenza in rete a discapito della protezione degli utenti più vulnerabili.
"Queste piattaforme continuano a uccidere bambini, nonostante le banalità dei loro dirigenti", ha detto l'avvocato Matthew Bergman ad AP. "Si tratta di un pericolo concreto e imminente per la salute e la sicurezza dei bambini, non solo negli Stati Uniti ma in tutto il mondo".
Il ricorso si inserisce in un filone di contenziosi già avviati da diverse procure e famiglie americane contro l'industria tecnologica. Le parti sollecitano un intervento mirato a ridefinire gli standard di sicurezza informatica e a imporre restrizioni più stringenti sui meccanismi di diffusione dei contenuti rivolti al pubblico giovanile.