Estero

Incendio nel Var, 1.500 pompieri ancora impegnati per contenerlo

Le fiamme hanno già distrutto 1.800 ettari; 450 mezzi mobilitati e rischio di ripresa per ondata di caldo e vento, mentre in Gironda si autorizzano rientri

3 agosto 2026
|
Aggiungi laRegione alle tue fonti di Google

Circa 1500 pompieri sono ancora impegnati per contenere l'incendio nel dipartimento di Var, nella regione di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, nel sud della Francia.

Una corsa contro il tempo quella dei vigili del fuoco, per contenere al massimo la ripresa delle fiamme in una delle zone più belle e turistiche del paese, dove da questo pomeriggio sono previste condizioni meteo «molto sfavorevoli», con una nuova ondata di caldo torrido e il rafforzamento del vento.

«Il fuoco non è progredito nella notte e le nostre squadre a terra stanno proseguendo il lavoro di trattamento della vegetazione e dei punti caldi ancora presenti», ha indicato all'agenzia di stampa AFP il portavoce dei pompieri di Var, Stéphane Nepper.

Scoppiate venerdì a sud di un altro grande incendio domato sei giorni fa nei pressi del massiccio di Gros Bessillon, le fiamme nel Var hanno già distrutto 1800 ettari di vegetazione, minacciando diversi villaggi, i cui abitanti in parte sfollati durante il fine settimana sono potuti rientrare a casa.

A sostegno dei 1500 pompieri impegnati sul posto, ci sono 450 i mezzi mobilitati per tentare di stabilizzare definitivamente le fiamme prima del pomeriggio ritenuto a rischio. In totale, nella zona dal 21 luglio sono 70 le case colpite dalle fiamme, di cui 41 interamente distrutte.

Netto miglioramento della situazione in Gironda, l'altro dipartimento (nel sudovest della Francia), colpito nei giorni scorsi dal più importante incendio nell'Esagono dal 1949. Nel villaggio devastato di Porge, la prefettura ha autorizzato da oggi il rientro delle migliaia di persone sfollate.

Autorizzazione di rientro a casa anche per il vicino comune di Lège-Cap-Ferret nonché per lo stesso Cap-Ferret, tra i gioielli turistici della Francia lambito dalle fiamme nei giorni scorsi, fatta eccezione per i campeggi. Con queste ultime autorizzazioni della prefettura, la quasi totalità delle 224'000 persone, tra residenti e turisti, preventivamente sfollati in 23 comuni della zona dal 22 luglio, è potuta rientrare nella sua abitazione o luogo di villeggiatura.

Intanto, secondo il quotidiano francese Le Monde, la gestione delle prime ore dell'incendio in Gironda (42'000 gli ettari devastati in totale in dieci giorni di inferno di fuoco) suscita interrogativi. "Gli abitanti dei comuni più colpiti dal mega incendio esprimono la loro rabbia. Quasi un migliaio intendono sporgere denuncia contro ignoti", scrive il giornale riferendosi, in particolare, al comune di Saumos, dove scoppiò l'incendio il 22 luglio e a quello di Porge, dove circa 200 case sono andate a fuoco. Per loro, precisa il giornale, "fermare le fiamme, bloccandole da subito, era assolutamente possibile".

Oggi, l'agenzia Météo-France ha dichiarato sette dipartimenti del sudovest del paese in allerta arancione per temporali (da questo pomeriggio alle 16.00) e mantenuto 20 dipartimenti dell'est e del sudest in allerta arancione per canicola, in particolare, nel Var. «Una prima scarica di temporali si sta preparando attualmente sul Golfo di Gascogna. L'instabilità temporalesca sarà sempre più presente in giornata in una vasta zona che va dai Pirenei al nordest», avverte l'agenzia meteorologica nazionale.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali
Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni