Il valico riprende attività, barriere marocchine limitano l'ingresso e autobus riportano persone in Marocco; 70 arresti e operazioni di pulizia in corso
Il valico di Ceuta riprende gradualmente la sua attività, dopo la crisi migratoria dei giorni scorsi. La strada principale è ancora presidiata, perché la polizia marocchina ha eretto barriere a circa due chilometri dal passaggio, impedendo di fatto il traffico in entrata verso Ceuta.
In senso contrario, dozzine di autobus fin da sabato mattina hanno accompagnato i ragazzi e le famiglie in uscita, verso il Marocco. L'operazione si è svolta senza incidenti.
Sono in corso anche le operazioni di pulizia per rimuovere le carcasse di auto bruciate e i guardrail divelti in seguito agli scontri dell'altra notte.
Secondo fonti di polizia, nelle ultime ore sarebbero stati arrestati 70 sospettati di aver preso parte a episodi di violenza con danneggiamenti a proprietà pubbliche e private. Nonostante il grande dispiegamento di forze da entrambi i lati, nella notte qualcuno ha tentato comunque di entrare a nuoto nell'enclave spagnola, anche mentre la Marina militare monitorava la costa.
Nessun bilancio ufficiale è stato ancora emesso da parte marocchina sulle cifre esatte di dispersi, feriti o morti. I dati sono pubblicati alla spicciolata dai quotidiani locali, gli unici per i quali la notizia dell'emergenza che nelle scorse ore ha colpito questa zona di confine tra Spagna e Marocco ha ancora un posto in prima pagina.
Per il resto, i quotidiani marocchini danno ampio spazio allo scambio di cortesie tra re Mohammed VI del Marocco e il presidente Usa Donald Trump sul tema del Sahara. Qualche opinionista – è il caso di Moroccan World News – spinge l'analisi sui migranti di Ceuta verso "l'incoscienza" di quanti tentando la fuga a Ceuta hanno fatto un "tuffo nel vuoto dell'incertezza, trascinando anche le famiglie".
Ma pian piano emerge anche un altro punto focale. Scrive Le 360: "La questione centrale non è più determinare se Ceuta e Melilla saranno reintegrate nel loro ambiente naturale, il Marocco, ma in quanto tempo avverrà e quanti drammi umani dovranno essere deplorati fino ad allora".