Uranio sfuggito ai controlli in Congo dal 2000
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Uranio sfuggito ai controlli in Congo dal 2000

Tra 2000 e 5000 tonnellate di uranio non monitorate dall'Aiea

30 luglio 2026
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Uno studio condotto da Ryan Manzuk dell'Università del Wisconsin-Madison e dell'Università di Princeton, pubblicato su Nature Communications, ha rivelato che tra il 2000 e il 2024, tra le 2000 e le 5000 tonnellate di uranio sono sfuggite ai controlli dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea). Questo uranio proviene dai processi di estrazione del cobalto nella Repubblica Democratica del Congo.

Il materiale, sufficiente a produrre fino a 1500 armi nucleari, potrebbe essere stato esportato o disperso nell'ambiente. L'estrazione e la lavorazione dell'uranio, essenziale per la produzione di armi e energia nucleare, sono strettamente monitorate dall'Aiea. Tuttavia, lo studio, realizzato in collaborazione con Lighthouse Reports e il Financial Times, indica che una parte della produzione di uranio è sfuggita ai controlli dell'agenzia.

In particolare, l'uranio estratto nelle miniere di cobalto, un materiale chiave per le batterie al litio, esportato principalmente in Cina, non è stato contabilizzato. Tra il 2000 e il 2024, tra le 2000 e le 5000 tonnellate di uranio potrebbero essere state esportate senza dichiarazione. "Questa quantità di uranio non dichiarato potrebbe produrre materiale fissile per 600-1500 armi nucleari o alimentare un reattore nucleare per 10-25 anni", ha dichiarato Sébastien Philippe, coautore dello studio.

L'analisi non dimostra intenzionalità nei trasferimenti, ma Philippe ha espresso preoccupazione per i volumi di uranio esportato che superano quelli dichiarati all'Aiea. Tra le 1000 e le 4000 tonnellate potrebbero essere state smaltite come scarti, rappresentando un rischio ambientale e sanitario per i minatori e le comunità vicine alle miniere. Lo studio sottolinea la necessità di controlli più rigorosi nelle catene di lavorazione dell'idrossido di cobalto per monitorare l'uso dell'uranio e proteggere l'ambiente e i lavoratori.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni