Mentre ancora latitano segnali realmente incoraggianti dal campo diplomatico, tra Russia a Ucraina a imperversare è sempre la dinamica della guerra aperta. Con nuove stragi, provocate dai botta e risposta a suon di missili e droni, ad allungare ulteriormente una scia di sangue già infinita.
In particolare, tre episodi hanno funestato l'ultima giornata: da un lato i raid russi con almeno 10 persone uccise a Kiev e altre cinque vittime a Sloviansk (Donbass), dove è stato danneggiato il consolato onorario lettone (con conseguente protesta dell'Ue), dall'altro un attacco attribuito alle forze ucraine contro un'azienda a Kirov, situata a circa 1.300 chilometri a est di San Pietroburgo. In totale, nelle diverse zone dei due Paesi bombardate si contano anche oltre 130 feriti. Inoltre, sempre nell'area della ex Leningrado è stato attaccato con droni e ha preso fuoco un altro magazzino di Wildberries, "l'Amazon russo", già preso di mira più volte nei giorni scorsi vicino Mosca.
L'attacco contro Kiev e la sua regione è avvenuto in pieno giorno. Secondo le autorità locali, nel raid le forze russe hanno impiegato almeno due missili Onyx e tre balistici, di cui uno è stato intercettato. Oltre a diversi abitazioni e auto, è stato colpito quella che il portavoce dell'aeronautica ucraina Yuriy Ihnat ha definito "un complesso sportivo privato", situato nella periferia della città.
Fornendo un bilancio di "10 morti e un centinaio di feriti", il procuratore generale Ruslan Kravchenko ha aggiunto che nella struttura era in corso un generico "evento", annunciando indagini per accertare eventuali negligenze nelle misure di sicurezza. "Era in corso una dimostrazione di droni destinati ad attacchi contro obiettivi civili in Russia", ha invece sostenuto il ministero della Difesa di Mosca nel rivendicare il raid.
Come riferito dal presidente Volodymyr Zelensky, a Sloviansk invece "attacchi con bombe aeree guidate" hanno provocato cinque morti e nove feriti. Un episodio in cui, ha denunciato la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, è stato "distrutto" il consolato onorario della Lettonia. "In risposta, convocheremo l'inviato della Russia presso l'Ue in merito agli attacchi odierni e proporrò nuove sanzioni mirate al complesso militare-industriale russo", ha rincarato la dose l'alta rappresentante Ue Kaja Kallas, dopo che giovedì gli Stati membri hanno dato il via libera al 21esimo pacchetto.
A preoccupare i vertici europei è stato anche un episodio segnalato in Romania, dove, ha detto Von der Leyen, "lo spazio aereo europeo è stato nuovamente violato dall'incursione di un drone", vicino alla frontiera con l'Ucraina, prima della "risposta rapida ed efficace" delle forze armate di Bucarest, che l'hanno abbattuto. Insieme a due F-16 rumeni, per questa azione di intercettazione sono anche decollati due Eurofighter italiani.
Per quanto riguarda le mosse politico-diplomatiche riguardanti eventuali sbocchi post-bellici, dopo un colloquio poco fruttuoso a Manila tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov gli occhi sono ora puntati sul prossimo appuntamento ad alto livello in agenda: un colloquio tra Zelensky e Donald Trump a Washington, preannunciato da più fonti per martedì 28 luglio. La speranza del leader di Kiev è di riportare la questione ucraina nell'elenco delle priorità del tycoon, ultimamente apparso più concentrato sulla partita mediorientale. Intanto, secondo Axios, la settimana prossima al Senato Usa potrebbe essere votato un pacchetto bipartisan di sanzioni contro Mosca.