Estero

Gelo tra Lavrov e Rubio, restano i veti incrociati sull'Ucraina

23 luglio 2026
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Non è nel migliore degli auspici che riparte il timido sforzo diplomatico per la fine della guerra in Ucraina. L'atteso incontro tra Serghei Lavrov e Marco Rubio a Manila si è tradotto nel gelo tra le due parti, con il ministro degli Esteri russo che ha sottolineato all'omologo americano "l'inammissibilità di un ulteriore armamento del regime di Kiev".

Da parte sua, il segretario di Stato Usa ha parlato di "una conversazione buona e franca". Ma ha sottolineato che per superare lo stallo diplomatico sono necessarie "nuove idee", dato che le proposte finora avanzate "non sono accettabili" per l'Ucraina.

Rispondendo alle critiche di Lavrov, Rubio ha sottolineato che gli Usa vendono le armi "tramite il Purl", il meccanismo che consente all'Ucraina di ricevere equipaggiamento statunitense acquistato dagli alleati Nato: "Non c'è stato alcun cambiamento nella nostra politica a questo riguardo", ha chiarito l'americano. Invece, per quanto riguarda una soluzione diplomatica, "noi siamo pronti a offrire alcune idee nel contesto e nella forma giusti, se si presenterà l'opportunità e le condizioni saranno favorevoli. Siamo pronti a svolgere questo ruolo in modo positivo", ha assicurato il capo della diplomazia di Donald Trump, che dopo mesi di stop per la guerra in Iran, sembra aver ripreso in mano il dossier ucraino.

A testimoniarlo anche la telefonata mercoledì tra Volodymyr Zelensky e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. "Abbiamo discusso della possibilità di diverse idee" e "ne discuteremo con gli americani. Cercherò di farlo al più presto", ha assicurato il leader di Kiev, sottolineando la necessità di colloqui a breve per permettere agli Stati Uniti di comunicare con la parte russa. Solo allora, secondo il presidente, l'Ucraina potrà comprendere quali siano le possibilità di negoziato e sarà quindi possibile organizzare un incontro trilaterale: "Dobbiamo fare tutto questo entro l'autunno".

Per il leader di Kiev, "ci sono due strade percorribili in inverno: la prima è trovare un'opportunità e sederci al tavolo delle trattative con la Russia per porre fine a questa guerra. Questa è una priorità ed è su questo che mi concentro. Ma sappiamo con chi abbiamo a che fare. Pertanto, l'alternativa, che viene sempre perseguita non dall'Ucraina, ma dalla Russia, è l'escalation della guerra e una maggiore mobilitazione". Nelle ultime settimane, gli attacchi si sono sempre più intensificati da parte di entrambi gli schieramenti, che ora puntano a strangolarsi a vicenda colpendo le reciproche infrastrutture vitali e negli ultimi giorni, anche i traffici marittimi nel Mar d'Azov e sul Mar Nero.

Un drammatico sviluppo che ha spinto due importanti compagnie di navigazione, Maersk e Hapag-Lloyd, ad annunciare la sospensione delle operazioni nel porto ucraino di Chornomorsk per i rischi provocati dagli attacchi che minacciano la sicurezza alimentare globale: la regione è infatti cruciale per le esportazioni globali di cereali e l'escalation sta facendo aumentare i prezzi del grano.

Lavrov ha ribadito la disponibilità della Russia "a una soluzione politica e diplomatica del conflitto". Ma sulla base dello 'spirito di Anchorage', visto da Kiev come una sostanziale resa. Secondo Zelensky, "ci sono persone intorno a Putin che vogliono porre fine alla guerra. Ma ci sono anche militari che vogliono estendere la guerra, aumentare la mobilitazione. Vogliono ucciderci".

Di fronte a questo quadro, "dobbiamo preparare un piano per superare l'inverno", ha messo in chiaro Zelensky. Per farlo, in Ucraina serve una stabilità politica e militare che ancora manca all'appello, dopo la tempesta provocata dalla decisione di silurare il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov. Il presidente ucraino è corso ai ripari rimuovendo il capo delle forze armate Oleksandr Syrsky e offrendo a Fedorov altri incarichi, compreso quello di vicepremier per le Innovazioni militari. Tutte proposte rispedite al mittente: "Non accetterò nessun altro incarico se non quello di ministro della Difesa", ha messo in chiaro Fedorov.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni