La vendita secondaria delle azioni dei dipendenti a 2,017 dollari l'una ha attratto nuovi investitori e rafforzato soci esistenti, in vista di una possibile quotazione
Non si arresta la crescita del valore di Revolut, il gruppo fintech bancario fondato nel Regno Unito che si sta espandendo fortemente in Europa e nel mondo.
Il gruppo ha portato a termine un'operazione di acquisto, e quindi di cessione a investitori, delle azioni detenute dai dipendenti. I titoli sono stati scambiati a 2,017 dollari l'uno, portando così il valore totale del gruppo a 115 miliardi di dollari contro i 75 stimati appena nel febbraio scorso, che tenevano conto delle operazioni simili avvenute nel 2025.
La vendita secondaria, che precede una possibile quotazione in Borsa, ha così attratto nuovi investitori e permesso ad alcuni già presenti nel capitale di rafforzare la loro presenza.
Fondata nel 2015, Revolut è passata in pochi anni da un'app fintech specializzata in cambi di valute a un vero e proprio operatore bancario presente in 30 paesi e con 75 milioni di clienti.
La crescita impetuosa del gruppo in questi anni ha incontrato anche alcuni intoppi, dalla multa dell'Antitrust in Italia per 11 milioni (verso la quale ha fatto ricorso) ai rilievi della BCE, poi superati, sull'offerta di prodotti finanziari.
Come segnale di attenzione verso la vigilanza BCE, Revolut ha anche creato un quartier generale a Parigi per gestire le operazioni nell'Eurozona, chiamando a dirigerlo il banchiere di lungo corso francese Frédéric Oudéa.
In Italia, dove il gruppo conta 5 milioni di clienti, Revolut opera tramite una succursale. Di recente il dg di Revolut Bank Italia, Nicola Vicino, ha assunto anche la guida delle filiali del Sud Europa che comprendono Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Dina Siena, anche lei con un curriculum bancario, è stata nominata invece vicedirettore generale.