Primo incidente del piano pilota, l'IDF spara a Zawtar senza feriti; Aoun a Washington chiede supporto USA e propone il disarmo di Hezbollah
Il secondo giorno del piano pilota tra Israele e Libano ha registrato già il suo primo incidente, con l'esercito israeliano (IDF) che ha sparato colpi di avvertimento in aria contro soldati libanesi che, sostiene l'esercito israeliano, "avevano oltrepassato l'area concordata".
L'episodio, che non ha riportato feriti, è avvenuto nei pressi di Zawtar, la prima zona nel sud del Libano dove l'IDF si era ritirato lunedì, e nelle ultime ore ha visto l'inizio del dispiegamento dei soldati libanesi.
"Controlleremo cosa è successo", ha detto Donald Trump, mentre riceveva nello Studio Ovale l'omologo libanese Joseph Aoun, prima visita alla Casa Bianca di un capo di Stato libanese dal 2009. Aoun ha elogiato Trump pubblicamente, specie quando ci sono molte richieste sul piatto. "Insieme potremo raggiungere l'obiettivo finale di terminare le ostilità con Israele per sempre. Sarà il suo retaggio, presidente!", ha detto Aoun, aggiungendo che il Libano ha bisogno del "supporto politico e militare" degli USA.
Secondo fonti di Beirut citate da Reuters, l'ex capo dell'esercito libanese, eletto all'inizio del 2025, ha portato a Trump - consapevole che solo lui ha le leve necessarie su Netanyahu - un piano dettagliato per il disarmo di Hezbollah, e chiederà garanzie vincolanti per un completo ritiro dell'IDF dal sud, previsto nell'accordo quadro trilaterale del 26 giugno, ma senza che vi fosse menzionata una tempistica.
L'IDF continua a operare nel sud del Libano, anche se in maniera più sporadica, "quando si pone una minaccia", afferma. Così è stato con i colpi di artiglieria su Kfar Tebnit.
Aoun, impegnandosi in negoziati diretti con un Israele ancora occupante, sfida innumerevoli tabù; sa che deve portare a casa risultati concreti, altrimenti Hezbollah potrà rivendicare che la diplomazia non è la strada giusta per proteggere il Libano.
Trump si è detto disposto a parlare con Hezbollah: "Se il presidente me lo permette lo farei. Io parlo con tutti", ha affermato. L'alternativa per il presidente americano è passare il dossier della milizia sciita all'acerrimo rivale siriano, che "farebbe un ottimo lavoro", ha ribadito Trump riferendosi ad Ahmed al-Sharaa.
Se, almeno a favore di telecamera, i due leader sembrano trasmettere ottimismo sul Libano, lo stallo diplomatico continua a Gaza, dove il Board of Peace voluto da Trump non riesce ancora a ottenere da parte di Hamas un accordo sul disarmo, mentre continuano i raid israeliani.
Immagini satellitari rivelano che l'IDF sta sollevando una barriera chilometrica di terrapieno, una sorta di trincea a ridosso della Linea Gialla, consolidando ulteriormente la presa su circa il 60% dell'enclave.