Gli arrivi dal Golfo sono crollati del 76,1% e gli acquisti dalla Russia sono scesi dello 0,6%, portando le importazioni a 29,27 milioni di tonnellate
Le importazioni cinesi di greggio hanno continuato a diminuire a giugno, trascinate dal forte calo degli acquisti dai Paesi del Golfo, mentre la ripresa degli approvvigionamenti da altre fonti energetiche suggerisce il tentativo di Pechino di ridurre la dipendenza dalle forniture petrolifere più esposte alle tensioni geopolitiche.
Secondo i dati doganali cinesi pubblicati ieri, gli arrivi di greggio dai Paesi del Golfo sono crollati del 76,1% su base annua in termini di volume nel mese di giugno.
Anche gli acquisti dalla Russia hanno registrato una nuova flessione, la seconda consecutiva, con un calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L'aumento dei prezzi del greggio russo, favorito dagli effetti sul mercato della guerra tra Iran e Israele, ha ridotto il vantaggio degli sconti che negli ultimi anni avevano reso Mosca uno dei principali fornitori di Pechino. Nel complesso, le importazioni cinesi di greggio sono scese del 41,3% annuo a giugno, a 29,27 milioni di tonnellate.