Motta invoca la legge sulla reciprocità economica del 2025 dopo i dazi del 25% in vigore dal 22 luglio; misure potrebbero colpire il 18% delle esportazioni (7,4 mld $)
Il presidente della Camera dei deputati del Brasile, Hugo Motta, ha invocato il ricorso alla legge sulla reciprocità economica in risposta ai dazi del 25% imposti dagli Stati Uniti su una parte delle esportazioni brasiliane, sostenendo che le barriere commerciali "non possono essere utilizzate come strumento di pressione politica".
In una nota, Motta ha ribadito il sostegno del Parlamento al dialogo tra Paesi sovrani, definendo le tariffe una misura "unilaterale e protezionista" che minaccia posti di lavoro e settori strategici dell'economia. Per Motta, la legge approvata dal Parlamento nel 2025 costituisce "uno strumento legittimo" per tutelare gli interessi nazionali nei confronti di misure considerate dannose per il Paese.
Il presidente della Camera ha inoltre affermato che "non esiste alcuna giustificazione tecnica o commerciale" per l'introduzione delle tariffe, definite "un'aggressione al libero commercio e alla sovranità brasiliana", assicurando che il Parlamento seguirà gli sviluppi della vicenda per difendere il settore produttivo, gli esportatori e l'occupazione.
I dazi, annunciati dopo la conclusione di un'indagine commerciale, entreranno in vigore il 22 luglio. Washington sostiene che diverse pratiche adottate dal Brasile siano "discriminatorie" nei confronti di agricoltori, lavoratori, innovatori ed esportatori statunitensi. Secondo il ministero dello Sviluppo brasiliano, le misure statunitensi potrebbero interessare il 18% delle esportazioni brasiliane verso Washington, pari a circa 7,4 miliardi di dollari.