Il Foglio riporta un intervento chirurgico urgente, la presidenza non conferma e l'attività di governo continua
Tornano ad alimentarsi in Tunisia le indiscrezioni sulle condizioni di salute del presidente della Repubblica, Kais Saied, assente da oltre una settimana dalla scena pubblica diretta.
L'ultima apparizione documentata risale all'incontro dell'8 luglio al Palazzo di Cartagine con la prima ministra Sara Zaafrani Zenzri, incaricata dal capo dello Stato di presiedere il successivo Consiglio dei ministri.
A rilanciare i dubbi è stato oggi Il Foglio. In un articolo firmato da Luca Gambardella, il giornale sostiene, citando proprie fonti, che Saied sarebbe ricoverato all'ospedale militare di Tunisi dopo un infarto che avrebbe reso necessario un intervento chirurgico urgente.
La notizia, al momento, non è stata confermata dalla Presidenza tunisina, dal governo o da fonti mediche indipendenti. Le indiscrezioni hanno trovato nuova eco negli ambienti dell'opposizione tunisina all'estero. L'ex deputato Majdi Karbai, residente in Italia, ha rilanciato sui propri canali social l'ipotesi di un grave malore.
Karbai aveva già affermato nelle scorse settimane che il tema non riguarda soltanto la sfera personale del presidente, ma la trasparenza delle istituzioni e la capacità dello Stato di assicurare la continuità del potere in caso di impedimento del capo dello Stato.
La Presidenza non ha diffuso bollettini sanitari. La macchina amministrativa continua tuttavia a funzionare e diversi atti governativi sono stati adottati su incarico o richiamando le direttive del presidente. Il 9 luglio Zaafrani Zenzri ha presieduto alla Kasbah un Consiglio dei ministri dedicato a progetti economici e sociali, dopo aver ricevuto il mandato da Saied nel corso dell'incontro del giorno precedente.
Le nuove indiscrezioni richiedono comunque cautela. All'inizio di giugno erano già circolate sui social notizie su un presunto ricovero di Saied all'ospedale militare. Un'attività di verifica condotta dalla rete araba di giornalismo investigativo Arij non aveva allora trovato comunicati ufficiali o elementi indipendenti capaci di confermare le affermazioni.