Annuncia di desecretare documenti, accusa la Cina di aver ottenuto dati su 220 milioni di elettori e riceve critiche da Newsom e da alcuni media
Nel suo attacco a gamba tesa contro il sistema elettorale a pochi mesi dal voto di metà mandato, Trump si è scagliato contro le macchine per il conteggio dei voti "vulnerabili agli attacchi" e contro quelle oltre 278.000 persone che non sono cittadine americane ma che sono registrate a votare. Nel suo discorso Trump ha fatto ripetutamente riferimento alle elezioni del 2020, che sono da anni una sua ossessione. Le sue teorie sul voto rubato sono alla base dell'assalto al Congresso del 6 gennaio e molti temono che il suo nuovo attacco al sistema elettorale a pochi mesi dal voto sia un tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale e federalizzarlo oppure creare i presupposti per dichiarare un'emergenza poco prima del voto di novembre, al quale il suo partito è atteso perdere. "Le frodi elettorali sono estremamente rare, e quasi sempre commesse da cittadini americani", ha immediatamente replicato il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, dopo il discorso alla nazione di Trump. Perplessità sulle rivendicazioni del presidente le ha avute anche Fox. I suoi reporter hanno spiegato di non essere in grado di "corroborare le dichiarazioni" del presidente sul voto. Fox è uno dei network che ha trasmesso in diretta TV il discorso del presidente. Altri hanno deciso di non farlo in TV ma solo sulle altre piattaforme perché non convinti della rilevanza del discorso e preoccupati dalla possibilità di spargere bugie. Proprio contro i media che hanno deciso di boicottarlo Trump si è scagliato durante il suo discorso. "ABC e NBC hanno deciso di non trasmetterlo" perché "sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra", ha attaccato prima di minacciarle davanti a milioni di americani con la revoca delle loro licenze.