Gli Usa impongono un dazio del 25% dal 22 luglio dopo un'indagine Sezione 301, citando Pix, corruzione, proprietà intellettuale, etanolo e disboscamento
Il vicepresidente brasiliano Geraldo Alckmin ha contestato le motivazioni degli Stati Uniti alla base dei nuovi dazi del 25% sui prodotti brasiliani destinati al mercato Usa, definendo la misura "ingiusta e ingiustificata". "È ingiusta perché, secondo gli stessi dati americani, negli ultimi 15 anni gli Stati Uniti hanno registrato un surplus nella bilancia commerciale con il Brasile. Ed è priva di fondamento perché gli argomenti sollevati nell'indagine della Sezione 301 non hanno alcuna base reale", ha dichiarato Alckmin.
La nuova tariffa, annunciata dall'Ufficio del rappresentante commerciale Usa (USTR), entrerà in vigore il 22 luglio al termine di un'indagine durata un anno. Washington accusa il Brasile di pratiche commerciali discriminatorie, citando tra gli altri il sistema di pagamenti Pix, la corruzione, le azioni della Corte suprema brasiliana nei confronti delle big tech, la tutela della proprietà intellettuale, le tariffe sull'etanolo e il disboscamento. Il governo di Luiz Inácio Lula da Silva ha definito la decisione politicamente motivata e ha prospettato il ricorso alla legge di reciprocità economica.